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26 Settembre 2022

Pubblicato il

Cina e Russia hanno sottoscritto un patto per il dominio del mondo

di Marco Antonellis
"Lo scopo fondamentale di Putin è quello di scardinare i rapporti tra Stati Uniti e Paesi europei. Putin è una pedina nelle mani della Cina"
Giuliano Di Bernardo
Giuliano Di Bernardo

Lo scopo fondamentale di Putin è quello di scardinare i rapporti tra Stati Uniti e Paesi europei. Putin è una pedina nelle mani della Cina che vuole mettere gli Stati Uniti nella posizione di scacco-matto. La Cina sta vincendo la partita a scacchi per l’egemonia mondiale. In Italia, la sceneggiata per l’elezione del Presidente della Repubblica è stata una fiction che avrebbe fatto impallidire il più estroso dei cantastorie. Mario Draghi avrebbe dovuto essere il Presidente della Repubblica. Tra un anno, se vincerà il centrodestra, si ricreeranno le stesse condizioni che costrinsero Berlusconi a dimettersi e l’Europa invierà la Troika per mettere l’Italia sotto tutela.

Do you know Giuliano Di Bernardo? Giuliano Di Bernardo è stato professore ordinario di Filosofia della scienza alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento. L’oggetto fondamentale delle sue riflessioni filosofiche è la fondazione epistemologica delle scienze sociali, come appare nel volume “La fondazione epistemologica della sociologia” (Amazon, 2021). E’ stato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1990 al 1993. E’ stato Fondatore e Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia dal 1993 al 2002. Ha fondato l’Ordine degli Illuminati nel 2002 e ne è ancora Gran Maestro. Ha pubblicato di recente MASSONERIA. Splendore e decadenza (Amazon, 2022), che esprime ciò che è per lui la Massoneria, nel pensiero e nelle esperienze di vita. Probabilmente, attualmente, è il massone di più alto grado al mondo. Lo abbiamo intervistato.

D.               Professore, qual è la sua interpretazione dell’attacco di Putin all’Ucraina?

R.               Per comprendere le vere ragioni, è necessario fare la narrazione storica della concatenazione degli eventi che, a datare dalla seconda guerra mondiale, ha portato alla decisione di Putin.

La NATO è un trattato militare difensivo formato nel 1949 per difendere l’Europa da eventuali attacchi da parte dell’Unione sovietica, guidata dagli Statu Uniti. Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e il dissolvimento dell’Impero sovietico, avrebbe dovuto sciogliersi essendo venuta meno la ragione della sua esistenza. L’Unione europea avrebbe dovuto avere, come conseguenza, il suo apparato di difesa. Così, purtroppo, non è stato.

La NATO, da quel momento, è diventato lo strumento degli Stati Uniti, per spostare i confini dell’Europa verso la Russia. I paesi che erano stati sotto l’influenza dell’Unione sovietica sono diventati membri della NATO. Si comincia a parlare dell’ammissione della Russia nella NATO.

Tutto cambia nel 2014 quando il presidente Viktor Janukovich, al termine di una violenta rivolta, è costretto a lasciare il paese. Il nuovo regine di Juscenko e Timoshenko, sostenuto dagli Stati Uniti e dall’Europa, avviano le trattative per far entrare l’Ucraina nella NATO. Questa richiesta è il punto di partenza di una concatenazione di eventi che arriva oggi alla guerra di Putin.

D.               In Crimea, nel 2014, il nuovo governo filo-russo dichiarò la propria indipendenza dall’Ucraina. Perché Putin ha voluto annettere la Crimea alla Russia?

R.               Perché è stato costretto a farlo. In Crimea, a Sebastopoli, è dislocata la base navale russa. Se l’Ucraina fosse entrata nella NATO, la base navale si sarebbe ritrovato in territorio europeo. Questo fa capire che, da un punto di vista geopolitico, la Crimea è per la Russia uno spazio vitale.

Come hanno reagito gli Stati Uniti e l’Europa? Applicando sanzioni alla Russia. Anche se le sanzioni hanno messo in crisi le aziende europee, la Russia ha dovuto subirne gli effetti devastanti.

Dal 2014 a oggi, salvo una guerriglia nelle regioni ucraine del Donbass, vi è stata una relativa calma. Ad agitare di nuovo le acque, sono stati il presidente Biden e il presidente Zelensky. Il primo minacciando la Russia di ulteriori sanzioni, il secondo chiedendo di entrare nella NATO. La conclusione di questi atteggiamenti superficiali e sconsiderati è stata l’esasperazione  di Putin, il quale si è visto stretto in una morsa letale. Doveva uscirne, ma come? Ricercando un’intesa totale con la Cina.

D.               Vuol dire che la Cina è parte in causa di quanto sta accadendo?

R.               Proprio così. Per comprenderlo, spostiamo la nostra attenzione dagli Stati Uniti alla Cina. Questo paese, negli ultimi decenni, è diventato protagonista delle relazioni internazionali non solo per l’economia ma anche per la ricerca scientifica e tecnologica. Il governo dittatoriale è sorretto dal confucianesimo che educa i cinesi al rispetto dell’autorità dello stato. La Cina ha il diritto di realizzarsi nel mondo nella maniera che più le è confacente.

Ma gli Stati Uniti non sono d’accordo. Per loro, la Cina deve essere messa nelle condizioni di non primeggiare sul pianeta Terra. I presidenti degli Stati Uniti, da Obama a Biden, si sono prefissati il compito di contrastare lo sviluppo della Cina. Per farlo, hanno chiesto ai paesi europei la più piena collaborazione, che hanno ottenuto.

La Cina si trova, quindi, a fronteggiare gli attacchi (su tutti i piani) degli Stati Uniti e dell’Europa. Vuole trovare il modo per ridurre la pressione.

Non c’è da sorprendersi se i due bersagli degli Stati Uniti decidano di unirsi per fronteggiare il nemico comune. Da un punto di vista geopolitico mondiale è la mossa vincente. Sviluppando la narrazione storica, la Cina e la Russia hanno sottoscritto un patto totale di collaborazione per il dominio del mondo. Ma come rendere concreto il patto?

D.               Lei sostiene che Putin abbia dichiarato guerra all’Ucraina per realizzare un progetto che con l’Ucraina non ha nulla a che fare?

R.               Proprio così. Lo scopo fondamentale di Putin è quello di scardinare i rapporti tra Stati Uniti e Paesi europei, per indebolire la pressione sulla Cina. Come si può pensare che Putin rischi una guerra mondiale per avere il controllo di due regioni del Donbass? O per impedire che l’Ucraina entri nella NATO? La posta in gioco è molto più alta e riguarda il controllo del pianeta Terra. La conclusione è che Putin è una pedina importante nel gioco a scacchi della Cina, che vuole mettere gli Stati Uniti nella posizione di scacco-matto.

Ciò che sta avvenendo in questi giorni io l’ho previsto nel mio recente saggio “Il futuro di Homo sapiens”, tradotto in inglese, che ha attivato un dibattito in Germania e negli Stati Uniti.

D.               Si sarebbe potuto fermare questo progetto di Putin?

R.               Sì, se i governatori dell’Occidente avessero avuto lungimiranza e strategia politica. Alla richiesta di Putin di mettere per iscritto l’impegno a non ammettere l’Ucraina nella NATO, si sarebbe dovuto dare una risposta positiva. Ma né Biden (che deve evitare il tracollo nelle elezioni di medio termine) né i governanti europei l’avrebbero mai fatto. Putin lo sapeva ed è andato dritto per la sua strada. La Cina sta vincendo alla grande questa partita a scacchi per l’egemonia mondiale.

D.               Questa situazione che ripercussioni può avere sull’Italia?

R.               L’Italia è il paese delle comparse che s’illudono di essere onnipotenti. La sceneggiata per l’elezione del Presidente della Repubblica è stata una fiction che avrebbe fatto impallidire il più estroso dei cantastorie. Io avevo già dichiarato a questo giornale che Mattarella sarebbe stato confermato. Al di là di un’attenta analisi, un fatto strano lo rivelava. Nella mia memoria, non vi è mai stato un Presidente dello stato che dichiarasse, in tutte le occasioni, la sua intenzione di non accettare la ricandidatura. Secondo me, questo era il modo per giustificare il contrario, che potrebbe essere già stato definito in precedenza.

Mario Draghi avrebbe dovuto essere il Presidente della Repubblica perché solo in tal modo il nostro paese si sarebbe avvalso della sua competente collaborazione. Forse arriverà alla fine della legislatura, ma poi ritornerà nell’anonimato per quanto riguarda la politica italiana. Per sua fortuna, e per la nostra, sarà sempre un timoniere ai più alti livelli internazionali.

D.               Come sarà il dopo Draghi?

R.               La risposta sta nell’assetto politico dopo le elezioni del 2023. L’incapacità della Sinistra di avere un chiaro progetto politico e gli inevitabili conflitti molto probabilmente porteranno alla vittoria del Centro-destra. Consuetudine vorrebbe che Salvini diventasse il Presidente del Consiglio. Ma voi pensate veramente che l’Unione Europea possa accettare una situazione di questo genere? Si ricreeranno le stesse condizioni che costrinsero Berlusconi a dimettersi e invieranno la Troika per mettere l’Italia sotto tutela.

Se vogliamo evitare che l’Italia scivoli verso l’anarchia totale, in cui tutti sono contro tutti come descritto da Hobbes, dobbiamo far prevalere la saggezza rimettendo la politica (con la P maiuscola) nelle mani di uomini lungimiranti e competenti, che sanno e vogliono realizzare il Bene comune.

 

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