28 Febbraio 2021

Pubblicato il

Charlie Chaplin in Musica, all’Auditorium Parco della Musica

di Redazione

L'Orchestra Italiana del Cinema tornano a commuovere e divertire il pubblico dell'Auditorium Parco Della Musica

Domenica 22 dicembre all’Auditorium Parco della Musica il Direttore Christian Schumann presenta “Charlot Soldato” (1918) e “L’Emigrante” (1917) in collaborazione con l’Association Chaplin di Parigi.

Dopo il grande successo riscosso sabato 7 novembre 2015 con il "cine-concerto"  de film La febbre dell'Oro, Charlie Chaplin e l'Orchestra Italiana del Cinema tornano a commuovere e divertire il pubblico dell'Auditorium Parco Della Musica, attraverso la proiezione con colonna sonora dal vivo dei due mediometraggi Charlot Soldato (ShoulderArms, 1918), con musica originale di Chaplin (che pochi sanno essere stato anche compositore e violinista) riveduta da Timothy Brock e L’Emigrante (The Immigrant, 1917 ) la cui colonna sonora è stata interamente scritta dallo stesso Brock.  Sul podio l'acclamato Christian Schumann, specialista del genere "Film with live Orchestra”, a dirigere l'Orchestra Italiana del Cinema. A garantire la coinvolgente esperienza musicale, 18 elementi dell'Orchestra Italiana del Cinema che affrontano con maestria la sfida dell'esecuzione live in sincrono con le immagini. Chaplin con la sua raffinata e coinvolgente comicità e sottile mimica trasmette, su due temi di grandi attualità quali la guerra e l'emigrazione, sentimenti e valori etici universali , attraverso un profondo messaggio di solidarietà umana.Per la prima volta al Parco della Musica di Roma, l’Orchestra Italiana del Cinema presenta la formula del cine-concerto con i mitici film di Charlot e le musiche eseguite dal vivo in sincrono con le immagini.Il secondo appuntamento sarà dedicato a due capolavori del cinema di Chaplin: Charlot Soldato (1918) e L'Emigrante (1917).

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La musica di Charlot Soldato è originale di Chaplin, mentre quella dell'Emigrante è stata scritta dal maestro Timothy Brock. Sarà Christian Schumann, specialista del genere "Film with live Orchestra” a dirigere le due colonne sonore sul podio dell'Orchestra Italiana del Cinema. Charlot Soldato fu uno dei più grandi successi di Chaplin, che, in contrasto con lo spirito dominante in quegli anni di guerra, mise in luce in questo film la naturale solidarietà tra gli esseri umani, che è un sentimento più vero e più forte di quanto non lo sia l'odio fomentato dalle gerarchie militari e dai governi. Le pretestuose polemiche sulla sua presunta codardia, aizzate da una parte della stampa che lo avrebbe voluto al fronte insieme ai suoi connazionali, non disturbarono particolarmente Chaplin, che era ben consapevole che sia i soldati sia i civili avrebbero tratto maggior conforto dal suo lavoro di cineasta che dal suo contributo in armi. Anche in questo caso le musiche originali di Chaplin sono state minuziosamente ricostruite da Timothy Brock. L' Emigrante è uno dei più potenti ritratti dell’immigrazione del secolo scorso, nonché l'opera forse più vicina alla storia personale del suo autore. Chaplin stesso fu infatti un emigrante due volte, la prima dal suo paese natio per cercare fortuna e la seconda, divenuto persona non grata, dal suo paese adottivo. "The Immigrant è, tra i miei film, quello che più mi ha toccato. Ho sempre trovato il finale piuttosto poetico", scrisse Chaplin in My Life in Pictures.

Charlot Soldato (SHOULDER ARMS)  è un film interpretato, diretto e prodotto da Charlie Chaplin; fu proiettato la prima volta il 20 ottobre 1918.  Fu uno dei più grandi successi di Chaplin che, in contrasto con lo spirito dominante negli anni di guerra, mise in luce in questo film la naturale solidarietà tra gli esseri umani, sentimento più vero e più forte di quanto non lo sia l'odio fomentato dalle gerarchie militari e dai governi. Le pretestuose polemiche sulla sua presunta codardia, aizzate da una parte della stampa che lo avrebbe voluto al fronte insieme ai suoi connazionali, non disturbarono particolarmente Chaplin, che era ben consapevole che sia i soldati sia i civili avrebbero tratto maggior conforto dal suo lavoro di cineasta che dal suo contributo in armi. ! Il film rischi  di non essere mai proiettato allorché la depressione che lo affliggeva nel periodo lo port  a pensare di distruggerlo non ritenendolo soddisfacente; in realtà and  distrutto un intero mese di lavoro il cui girato non venne mai inserito nel film, non ritenendolo idoneo; il perfezionismo di Chaplin gli imponeva scelte anche antieconomiche che nello specifico, come da contratto partecipando solo agli utili, ricadevano interamente sulle sue tasche di produttore. ! Trama: La Prima Guerra Mondiale è in corso. Tra i soldati al fronte c'è anche Charlot che naturalmente pensa più a salvare la pelle che a combattere il nemico. Nonostante questo tuttavia cattura da solo l'imperatore di Germania; ma è solamente un sogno… !           

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L'Emigrante (THE IMMIGRANT) è uno dei più potenti ritratti dell’immigrazione del secolo scorso, nonché l'opera forse più vicina alla storia personale del suo autore. Milioni di individui hanno vissuto realmente l'arrivo nel nuovo mondo da emigranti, a bordo dei piroscafi sul finire del XIX secolo e gli inizi del ventesimo, Chaplin stesso fu un emigrante, seppur privilegiato, e la ricostruzione cinematografica dell'apparire della Statua della libertà tra le nebbie del porto di New York lascia trapelare la commozione che sicuramente colpiva il variegato popolo al primo impatto con la terra di destinazione. ! Fece discutere l'interpretazione che ne dette Chaplin nel suo film, allorché accompagn  la didascalia che compariva sullo schermo indicante l'arrivo nel paese della libertà con la scena successiva in cui zelanti funzionari dell'immigrazione Statunitense imbrigliano con corde e con modi eccessivamente bruschi gli emigranti, come fossero bestiame, in attesa di sbrigare le formalità per lo sbarco: da uno di questi, Chaplin riceverà un bel calcio nel posteriore. Trama: Su una nave di poveri emigranti, Charlot incontra una ragazza di cui s'innamora. A New York, dov'è disoccupato, l'invita a pranzo e, minacciato dal brutale cameriere, tenta di pagare con una moneta falsa.

La fortuna gli piomba addosso all'ultimo momento. Nel 1928, Aragon scrisse di questo film: "Non dimenticheremo lo spettacolo tragico dei passeggeri di terza, marchiati come animali, le brutalità dei rappresentanti dell'autorità, le sporche mani che toccano le ragazze sotto il classico sguardo della Libertà che illumina il Mondo. E vi è poi quel dollaro che basta un niente a fargli perdere, e che nel ristorante vediamo cadere di continuo dalle tasche bucate in terra, il dollaro facile da piegare a morsi, ma che gli permette, per un momento, d'invitare al suo tavolo la donna 'meravigliosa' i cui puri lineamenti saranno per sempre il suo cielo". Questo film, ampiamente autobiografico, era una satira così acre che venne ripetutamente censurato nelle edizioni posteriori, in particolare facendo scomparire la statua della libertà.  ! “The Immigrant è, tra i miei film, quello che più mi ha toccato. Ho sempre trovato il finale piuttosto poetico” scrisse Chaplin nella sua autobiografia. Interpretato, diretto e prodotto da Charlie Chaplin; fu proiettato la prima volta il 17 giugno 1917. In Italia è noto anche con il titolo L'emigrante. 

L'Orchestra Italiana del Cinema, dopo il successo ottenuto nelle tournée in Cina e USA, la prima mondiale del CineConcerto "The Artist" a Ravello Festival 2012, e numerose apparizioni tra cui MiTo Festival, Arena di Verona e Caracalla, presenta per la prima volta al Parco della Musica di Roma,  un ciclo di Cine-Concerti sui film di Charlie Chaplin che tutti conoscono come attore e regista, ma pochi sanno essere stato anche un compositore e violinista unico nel suo genere. L'Orchestra Italiana del Cinema (Oic) è l'unica compagine sinfonica italiana dedicata esclusivamente all'interpretazione di colonne sonore, che promuove in Italia e nel mondo lo straordinario patrimonio artistico e culturale della musica per il cinema. L'Orchestra è dedicata anche al recupero e al restauro di preziose partiture andate perdute.

 

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