01 Marzo 2021

Pubblicato il

Centro Curdo Ararat Testaccio: No a sgombero. Martedì sit in Campidoglio

di Redazione

L'ingiunzione di sgombero è corredata dalla richiesta di cifre esorbitanti per gli anni passati da parte dell'Amministrazione. Martedì conferenza stampa in piazza

Martedì 21 febbraio alle ore 12 in piazza del Campidoglio il centro curdo Ararat di Testaccio ha organizzato una conferenza stampa per “denunciare l’intimazione a liberare gli spazi inviata nei giorni scorsi dall’amministrazione capitolina. Continua senza sosta l’attività di desertificazione sociale e culturale intrapresa dal Comune di Roma. Il 16 febbraio scorso è stata inviata un’intimazione a liberare gli spazi del Centro di cultura curda Ararat entro 30 giorni.

L’ingiunzione di sgombero è corredata dalla richiesta di cifre esorbitanti per gli anni passati da parte dell’Amministrazione, mentre è ancora in attesa di definizione il provvedimento del Tar, per il quale l’udienza di merito è stata fissata per il 22 marzo 2017. Il centro Ararat ha sempre pagato le quote concordate con il Comune di Roma. Si tratta quindi di una decisione unilaterale che avviene a fronte di reiterate richieste di incontri per l’individuazione di una soluzione condivisa.

Riteniamo sia particolarmente grave imporre la chiusura a un centro culturale attivo nella diffusione della cultura del popolo curdo, della sua lotta per la libertà con importanti progetti di solidarietà in itinere e mentre il tribunale competente non ha ancora preso una decisione. Il centro culturale Ararat ha rappresentato negli ultimi diciotto anni uno spazio aperto, punto di riferimento per la comunità curda nella diaspora, un luogo di pace e convivenza tra diverse culture”. Così in un comunicato il centro curdo Ararat.

“In questi anni è stato attraversato da curdi provenienti da tutte le parti del Kurdistan: Ararat ha dato loro accoglienza, integrazione e cultura. Mentre i curdi in Siria e in Turchia resistono e difendono la loro terra, combattendo per l’umanità contro gli attacchi di Daesh e dell’esercito turco, a Roma si tenta ancora una volta di cancellare un’esperienza fra le più vive e attive della città che vede protagonisti gli esuli curdi. Daesh nel Rojava (Siria del nord) ha distrutto in maniera mirata le associazioni culturali. Il governo di Erdogan ha chiuso centinaia di organizzazioni della società civile curda.

Oggi il Comune di Roma si rende complice di questo genocidio culturale portandolo nel cuore della capitale. E come se non bastasse, la scadenza dei 30 giorni coincide proprio con la settimana in cui cadono le celebrazioni del Newroz, il capodanno curdo.

Molte altre associazioni stanno subendo gli stessi ricatti, ma Ararat resisterà, così come resiste il popolo curdo in tutta la regione del l Kurdistan. Per queste ragioni lanciamo un appuntamento pubblico, ci vediamo per una conferenza stampa martedì 21 febbraio ore 12.00 a Piazza del Campidoglio. Dalle montagne del Kurdistan al cuore di Roma, Ararat non si sgomberà”, conclude la nota.  (Foto di repertorio)

 
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