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28 Settembre 2020

Pubblicato il

Celebrati i funerali di Maurizio Alletto

di Redazione

Migliaia di persone hanno partecipato, oggi, alla cerimonia funebre nella chiesa di San Basilio

Mezza curva nord e centinaia di altri amici hanno partecipato, oggi, alla cerimonia funebre del giovane Maurizio Alletto ucciso pochi giorni fa da Luciano Coppi a seguito di un violento diverbio.
Già dalla prima mattina era cominciato l'afflusso di parenti e amici nella zona circostante la chiesa nonostante la cerimonia fosse prevista per le 13,30.

Durante la notte gli amici di fede laziale di Maurizio avevano imbandierato la parrocchia con i colori della squadra del cuore. Successivamente cominciavano a comparire striscioni con frasi piene di affetto per la vittima e si erano cominciate a srotolare le bandiere biancocelesti. La sconcertante vicenda che ha portato all'uccisione del giovane da parte di Luciano Coppi è al vaglio degli inquirenti ma in tanti, stamattina, avevano le idee chiare sull'accaduto ed era girata qualche voce di vendetta segnata dal dolore per la perdita di un ragazzo molto amato.

A poco più di un paio d'ore dall'inizio del funerale la piazza della chiesa e le vie circostanti risultavano piene di gente accorsa per il triste commiato. In tanti, tra la gente comune che si era affacciata incuriosita, si erano chiesti se fosse stato il caso che la viabilità fosse gestita da qualche uomo in divisa visto che, almeno nelle vicinanze, di polizia municipale non se ne era vista neanche l'ombra.

Gli autobus di linea, improvvisamente, hanno smesso di circolare nel quartiere. Gli utenti, successivamente, hanno lamentato il fatto di avere percorso centinaia di metri a piedi perché costretti a scendere dal mezzo impossibilitato, a seguito di indicazioni superiori, a proseguire oltre via del Casale di San Basilio.

In ogni caso, le centinaia e centinaia di persone presenti per la cerimonia funebre non hanno creato alcun problema seppure gli animi fossero più che agitati. Più tardi, un coro da stadio avrebbe preannunciato l'arrivo del corteo funebre seguito a piedi, da centinaia di ragazzi che intonavano canti e slogan cari al pubblico laziale e scandendo il nome di Maurizio accompagnato dagli applausi. In quel momento il traffico locale è stato fermato e deviato. La cosa che più ha colpito è che ad operare blocchi e deviazioni non fossero agenti in divisa o meno, ma ragazzi ed ex ragazzi e qualche pregiudicato! che, in sella a scooter di grossa cilindrata, avevano cominciato a scorazzare per le strade intimando, seppur per una buona causa, lo stop a chiunque si avvicinasse nella zona.

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Moto e scooter sarebbero stati usati anche per bloccare l'accesso alle vie prospicenti semplicemente lasciandoli parcheggiati in mezzo alla strada e senza l'ausilio di alcuno autorizzato a farlo da una divisa che, evidentemente, anche oggi, non sarebbe stata ben accolta. La chiesa gremita e il piazzale e le strade, nonostante il caldo, anche. Inni e canti accompagnati da fumogeni, sono proseguiti quando la salma è stata portata fuori dalla chiesa dopo la cerimonia funebre. Poi, intorno alle tre del pomeriggio, la folla aveva iniziato a disperdersi tranquillamente. Evidentemente la scelta di non comparire delle forze dell'ordine era stata quella giusta, visti i risultati.

Ma il significato di questa scelta può anche far discutere e più di qualcuno se lo è chiesto. Se è meglio che polizia e carabinieri e, soprattutto, la polizia di Roma Capitale non si facciano vedere in certe occasioni e in certi posti che messaggio possono significare per chi ci vive? Maurizio Alletto, un giovane di trent'anni o poco più, è morto in circostanze assurde, violente e inconcepibili in un quartiere devastato dal traffico di stupefacenti che ha estremo bisogno di tornare a vivere per diventare, finalmente, qualcosa di diverso da quel posto che è, dove basta poco per arrivare alle mani.
Stavolta, purtroppo, qualcuno ha usato qualcos'altro.

 
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