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19 Settembre 2020

Pubblicato il

Campo Testaccio e Stadio Flaminio, flash mob contro il degrado

di Redazione

Azione dimostrativa di FdI-An per chiedere la riqualificazione dei due impianti

CAMPO TESTACCIO – Costruito nel 1929 nell'omonimo quartiere, tra via Zabaglia e via Caselli, e progettato dall’ingegner Silvio Sensi (padre di Franco, ndr), Campo Testaccio, dall’anno della sua costruzione al 1940, ha ospitato, per 161 incontri (103 vittorie, 32 pareggi e 26 sconfitte), le partite dell'AS Roma. Dopo la stagione 1939-40, lo stadio viene abbandonato a causa di cedimento della struttura. Al suo posto, allora, subentra una costruzione in cemento, più sicura della precedente. I posti, però, sono insufficienti ad ospitare la tifoserie giallorossa, e di Campo Testaccio, nonostante le ristrutturazioni, non se ne fa nulla. Si arrivò così al 2000, quando lo stadio viene riedificato nuovamente, con la costruzione di giardini e di un centro sportivo multifunzionale. Campo Testaccio diventa allora il centro sportivo per l’allenamento dei ragazzi del quartiere. Fino al 2007. Quell’anno, infatti, la Giunta Veltroni affida i lavori per un parcheggio interrato ad un Consorzio privato. Dopo l’avvio dei lavori per  la costruzione del PUP – cantieri aperti e mai conclusi – l'impianto sportivo, però, cade nel degrado. A determinare i ritardi nei lavori, una serie di nulla osta mai arrivati, come quello per il collettore fognario.

Nel 2012, viste le inadempienze della ditta, la Giunta Alemanno prova a sbloccare lo stallo con diffida alla concessionaria e obbligo a riprendere i lavori, pena l'annullamento della concessione stessa. La vecchia amministrazione, quindi, revoca appalto e concessione. Il Consorzio presenta ricorso e a maggio 2013 il Consiglio di Stato sospende la revoca del Campidoglio.

Nel frattempo, sarebbe dovuta giungere anche la sentenza del Tar in merito ai lavori di realizzazione del parcheggio sotterraneo da circa 300 posti. Ma da febbraio del 2014, non si hanno notizie.

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STADIO FLAMINIO – Se si cambia quartiere, e si giunge verso viale Tiziano, nei pressi di via Flaminia, la situazione non cambia. Qui, incontriamo lo stadio Flaminio, realizzato tra il 1957 e il 1958, e inaugurato nel 1959. Il Flaminio, già dagli anni settanta, viene utilizzato dalla Nazionale italiana di rugby e dalla Rugby Roma.

Attualmente sono allo studio lavori di ristrutturazione, che sarebbero dovuti partire nel 2012, ma che ancora non sono iniziati. Tra le modifiche da apportare, anche l’ampliamento della struttura a 40mila posti.

Lo stadio Flaminio, in base all’art. 10 del Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, è anche considerato un bene di interesse artistico e storico sotto tutela a partire dal 2008.

IL FLASH MOB – A fronte di tutti questi motivi, nel pomeriggio di ieri, sono stati organizzati due flashmob, nei pressi di entrambe le strutture capitoline, da parte dei militanti di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, a cui hanno partecipato anche Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio, Alessandro Cochi, dirigente romano, Andrea De Priamo, portavoce romano, e Federico Rocca responsabile degli Enti locali. Motivo: denunciare la mancata riqualificazione dei due storici impianti sportivi di Roma.

“Su Campo Testaccio, con l’amministrazione Marino al governo della città, è calato inspiegabilmente il silenzio. Negli anni precedenti, con la giunta di centrodestra, ci siamo impegnati per avviare il progetto di riqualificazione e dichiarandoci contrari alla realizzazione del Pup voluto invece dall'ex sindaco Veltroni” – dichiarano i militanti.

Ciò che denuncia il partito di Giorgia Meloni, non è solo la mancata riqualificazione dei due impianti, ma anche il fatto che “ad oggi non abbiamo notizie circa i pareri che sia il Tar che il Consiglio di Stato dovrebbero esprimere”. Pertanto, si chiede “al sindaco di Roma di prendere una decisione senza aspettare il tribunale. Marino lavori per trovare un accordo con il concessionario e quindi per accorciare i tempi ed evitare ancora il protrarsi di questa situazione di stallo. Quel campo fa parte della storia della AS Roma e deve essere restituito ai suoi tifosi, magari intitolandolo al ‘fornaretto’ di Frascati, Amedeo Amadei, grande protagonista per molti anni in quel campo”.

Per quanto riguarda lo stadio Flaminio, gli esponenti di FdI-An spiegano si essersi “già mobilitati proponendo tempo fa al presidente Lotito la possibilità di affidarlo in concessione alla SS Lazio con l’obiettivo di farne un centro polisportivo. Peraltro, all'interno dell'impianto ci sono palestre, uffici e una piscina, insomma una grande occasione per la società più antica di Roma, ma Lotito dichiarò il progetto non funzionale e antieconomico”. Tanto che, lo stesso sindaco Marino, ha dichiarato in occasione dell’evento Di Padre in Figlio, di non aver ricevuto comunicazioni dalla squadra.

“Oggi – continuano gli esponenti del partito – sappiamo che c’è un forte interesse sull’impianto da parte della Federazione Italiana Gioco Calcio, che vuole creare una ‘Coverciano romana’ proprio nel campo che vide protagonisti gli azzurri vincitori a Roma dei Mondiali del 1934. Chiediamo quindi all’amministrazione di centrosinistra di cominciare a deliberare e ad attuare provvedimenti concreti che vadano in questa direzione”.

La richiesta è chiara: “In merito a due impianti, Campo Testaccio e Stadio Flaminio, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale chiede al sindaco di Roma di aprire urgentemente un tavolo tecnico, sotto la supervisione dell’Ufficio di Gabinetto, con una commissione ad hoc cui facciano parte esperti del settore. Lavorare per far sì che non ci sia lo stesso destino che, ad esempio, per profonda insensibilità ha visto distruggere negli anni passati il mitico stadio Filadelfia del grande Torino degli anni Quaranta". 

 
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