23 Ottobre 2021

Pubblicato il

Atac, trasporto pubblico: “Quer fattaccio brutto de via Prenestina”

di Redazione
Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio tre passeggeri sono rimasti coinvolti in un incidente su una vettura della linea 18 notturna

Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio tre passeggeri sono rimasti coinvolti in un incidente su una vettura della linea 18 notturna. Un incidente che avrebbe ispirato il compianto Paolo Villaggio per una delle sue esilaranti situazioni tragicomiche, ma che deve essere stata tutt’altro che esilarante per i tre malcapitati, caduti improvvisamente sull’asfalto a causa della rottura della porta centrale. Il cedimento del perno che sostiene la porta, infatti ha causato la rovinosa caduta in strada e, solo grazie alla bassa velocità in quel tratto i danni riportati dal quarantaduenne, che ha avuto la peggio dei tre, si sono limitati a 7 giorni di prognosi. Prontamente l’azienda del Comune di Roma si è scusata con le vittime dell’incidente ed ha dichiarato che avvierà la solita indagine interna. Ed è qui che avviene ‘quer fattaccio brutto’ l’indomani mattina infatti, nelle prime ore successive all’evento, viene emessa da via Prenestina la ‘modalità per l’effettuazione della prova porte’ emessa sulla rete intranet aziendale l’11 febbraio, datata però 5 febbraio.

 

Un bel vademecum che specifica passo passo la procedura da seguire per il controllo delle porte degli autobus sia in fase di manutenzione programmata che ha seguito di segnalazione dei guasti. Un tempismo perfetto, ovviamente non vorremmo attribuire le responsabilità di un guasto ad una mancanza di procedura, chissà per quale motivo tenuta nel cassetto. Siamo certi che le porte siano controllate nella loro funzionalità da sempre, ma la coincidenza dei due eventi ha del clamoroso. Somiglia tanto alla classica ‘pezza a colori’ messa ‘furbescamente’ ad hoc per tappare una falla, una toppa per coprire un buco, un buco che non riguarda la porta in questione, ma il buco manutentivo di tutto il parco vetture di Atac. Vetture che percorrono ormai milioni di km quasi a ritmo costante, un servizio h24 che non permette mai il ‘riposo’ in officina che servirebbe a controllare e rimettere in sesto le poche macchine rimaste utilizzabili. Un’azienda che invece si ostina ad aumentare il servizio programmato, consapevole che non potrà mai garantirlo, con buona pace degli utenti in attesa alla fermata e degli autisti in attesa di autobus funzionanti nelle rimesse.

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