Anagni, due giorni in piazza contro KNDS nell’ex Winchester: la città rialza la voce

Il punto, per molti cittadini, è che la Valle del Sacco ha già dato abbastanza. Ha conosciuto l’impatto delle produzioni pesanti, ha pagato in termini ambientali, ha visto allontanarsi famiglie, lavoro e fiducia
Di Simone Fabi
Valle del Sacco
Valle del Sacco

Ad Anagni non sarà un fine settimana qualunque. Sabato e domenica la città tornerà a guardare verso l’ex Winchester, quel luogo che per molti è ancora un pezzo vivo della memoria industriale locale e che oggi viene percepito da una parte del territorio come il simbolo di una scelta sbagliata. Le reti “Disarmiamoli” e “NoWar Valle del Sacco”, dentro la cornice più larga di No Kings, hanno convocato due appuntamenti pubblici contro il riarmo e contro l’insediamento della KNDS Ammo Italy, con l’obiettivo dichiarato di impedire l’avvio della produzione di nitrogelatina nello storico stabilimento anagnino.

La città si ritrova in Piazza Cavour

Il primo momento è previsto sabato 18 aprile alle 17.30 in Piazza Cavour. Non un semplice comizio ma un’assemblea aperta, pensata per far parlare il territorio. L’idea è far emergere non solo la contrarietà al progetto industriale, ma anche il sentimento di chi da anni vive una Valle del Sacco piegata da inquinamento, occasioni perdute e cicatrici sociali rimaste aperte. In piazza, quindi, ci sarà spazio per le associazioni, per i partiti, per chi abita la zona e vuole dire la sua senza filtri.

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È un passaggio che ad Anagni pesa più di quanto raccontino le formule da comunicato. Perché qui il tema non è soltanto la fabbrica. È l’idea stessa di futuro. Una parte del territorio guarda a questa riconversione come all’ennesima decisione che arriva dall’alto e che usa la necessità di lavoro come argomento definitivo. L’altra domanda, però, resta sospesa e in tanti la stanno ponendo con forza: davvero la ripartenza deve passare da un impianto legato alla produzione bellica in una valle già messa a dura prova?

L’ex Winchester come ferita ancora aperta

Chi conosce Anagni sa bene che l’ex Winchester non è un nome neutro. È uno spazio che racconta una storia lunga, fatta di attività industriale, chiusure, aspettative, silenzi. Per questo il suo eventuale riutilizzo nel settore degli esplosivi tocca corde profonde. Non si discute solo di autorizzazioni o piani industriali. Si discute del significato di restituire una funzione a un luogo che per molti dovrebbe diventare altro: recupero, bonifica, impieghi puliti, servizi, cultura, nuove economie.

Il punto, per molti cittadini, è che la Valle del Sacco ha già dato abbastanza. Ha conosciuto l’impatto delle produzioni pesanti, ha pagato in termini ambientali, ha visto allontanarsi famiglie, lavoro e fiducia. E allora l’idea che proprio qui possa rafforzarsi una filiera legata alle munizioni viene letta come una specie di beffa. Non è un caso che nelle parole dei promotori ritorni spesso il richiamo alla salubrità dell’ambiente e al recupero degli spazi sociali.

Domenica il presidio davanti ai cancelli

Il secondo appuntamento sarà domenica 19 aprile alle 15, davanti ai cancelli dell’ex Winchester. Sarà il momento più visibile, quello in cui la contestazione si sposterà dal cuore della città al luogo stesso del conflitto. Lì dove potrebbe partire la nuova produzione, i manifestanti vogliono ribadire un no che non nasce all’improvviso. Già il 3 maggio 2025, nello stesso punto, si era visto un presidio partecipato, capace di richiamare movimenti, associazioni e pezzi di territorio ben oltre il solo comune di Anagni.

Questa continuità dice molto. Dice che non si tratta di una protesta episodica. Dice che attorno alla vicenda si è formata una coscienza civile che non intende più arretrare. E dice pure che la vecchia immagine di una zona remissiva, pronta a subire qualsiasi progetto pur di strappare un po’ di lavoro, non convince più nessuno. Adesso il territorio vuole essere parte della discussione e non limitarsi a ricevere decisioni prese altrove.

Una battaglia locale che guarda fuori da Anagni

La mobilitazione ha naturalmente un cuore cittadino, ma il discorso corre ben oltre i confini di Anagni. I movimenti collegano il progetto KNDS alla nuova politica europea sul riarmo, ai finanziamenti per aumentare la produzione di munizioni e alla scelta nazionale di sostenere quel percorso. È una lettura fortemente politica, che divide e farà discutere ancora. Ma intanto ha il merito di spostare la vicenda da fatto locale a questione generale: cosa diventa una valle già fragile quando viene inserita in una filiera strategica della difesa?

Il Circolo di Rifondazione Comunista “Alta Valle del Sacco”, che già nei mesi scorsi aveva promosso un’assemblea pubblica sul tema a Ferentino, ha annunciato l’adesione alla piattaforma delle iniziative del 18 e 19 aprile, invitando alla partecipazione cittadini di Anagni e dei comuni vicini. Il messaggio è chiaro: non si sta giocando solo una partita industriale, ma una scelta di identità.

Ad Anagni, in fondo, si torna a una domanda semplice e potente: che cosa vogliamo far nascere in un territorio che prova ancora a rimettersi in piedi? La risposta, questo fine settimana, passerà anche dalla piazza.

 
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Cronaca

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