21 Settembre 2021

Pubblicato il

Ambiente, ancora pesca illegale nei mari italiani

di Redazione
di Remo Sabatini

La stagione balneare è iniziata da qualche settimana e le spiagge cominciano ad essere prese d’assalto, soprattutto nei weekend. Così, mentre tutto sembra procedere con la consueta normalità, la pesca di frodo, le vongole alla salmonella e il bracconaggio nelle aree marine protette non sembrano intaccare più di tanto le coscienze di chi, con la consueta normalità di cui sopra, prosegue tranquillamente nell’illegalità legata alle risorse del mare.

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Si era partiti, nei giorni scorsi, con i TRENTA chilometri di spadare sequestrate nelle coste del Cilento tra Palinuro e Sapri. Definito dalle autorità intervenute, il più grande sequestro di reti illegali mai avvenuto, almeno da quelle parti, aveva intrappolato decine di specie protette. Destinate alla cattura di grandi pesci pelagici, come tonni e pesci spada, poteva significare, come sempre accade, la fine per tartarughe, delfini, squali e chissà cos’altro. Alte 14 metri, erano state scoperte dagli uomini della Guardia Costiera che, intervenuti prontamente, hanno potuto evitare un gravissimo danno alla fauna marina locale.

Era stata, poi, la volta delle vongole delle coste abruzzesi che, analizzate, avevano fatto riscontrare alti livelli di salmonella. Ritirate dal mercato, si spera non siano finite in qualche piatto decorato, adagiate su di un letto di chissà che cosa, pratica di gran moda in taluni ristoranti di un certo charme.

Nel frattempo, i ragazzi di Sea Shepherd, collaboravano con le autorità locali nell’Area Marina Protetta del Plemmirio per la nuova edizione della Operazione Siracusa che, nella stagione scorsa, aveva portato ad importanti risultati contro la pesca illegale in quelle zone e dando il solito notevole contributo alla salvaguardia dei nostri mari.

Le ultime ore, infine, sono state ancora dedicate alle continue segnalazioni di squali lungo le coste italiane. Pinne e pinnette che solcano minacciose le acque, hanno rallegrato cronisti locali e lettori. Lanciati gli allarmi, conditi dal solito Al lupo!Al lupo! svanito il pericolo, i bagnanti di mezza Italia sono tornati in acqua, seppur con una certa prudenza.

Per il resto, nulla di che.

 
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