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26 Gennaio 2021

Pubblicato il

A Cipro una delegazione romana del Fronte Europeo di Solidarietà

di Redazione

Delegazione presente per prendere parte alla marcia nel giorno del quarantesimo anniversario dell’invasione turca

“Una delegazione romana del Fronte Europeo di Solidarietà per Cipro, nella tarda serata di sabato, ha raggiunto l’isola del Mediterraneo per prendere parte alla marcia organizzata nel giorno del quarantesimo anniversario dell’invasione turca” – rende noto il Fronte Europeo, coordinamento già impegnato in Siria e Kosovo, in una nota.

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Questa nuova costola del Fronte è nata agli inizi di quest’anno per sensibilizzare l’opinione pubblica europea su un tema poco noto: il 20 luglio del 1974 iniziava l’Operazione Attila, intervento militare con cui la Turchia occupava Cipro in risposta al golpe attuato dalle autorità militari e di guerriglia greco-cipriote favorevoli all’Enois, ossia l’unificazione dell’isola con la Grecia. Con l’entrata turca, dopo la consultazione dell’Inghilterra, in terra cipriota si sanciva la separazione fattuale dell’isola in due stati, con la creazione della Repubblica turca di Cipro Nord, pari ad un terzo del territorio totale; Repubblica non è riconosciuta dalla comunità internazionale, ma solo da Ankara.

“Arrivati a Limassol, abbiamo raggiunto poi la città di Nicosia, parte del cui distretto è occupato dalla Repubblica turca, da qui è partita la marcia a 40 anni dall’inizio dell’occupazione da parte di Ankara e la successiva creazione della Repubblica turca di Cipro Nord – parla Carlo Pezzolesi, rappresentante della delegazione che  testimonia la vicinanza alla popolazione greco-cipriota dell’isola –costretta a subire un occupazione che ha portato anche circa 180mila residenti ad abbandonare le proprie case e a spostarsi verso sud”.

“Nel pomeriggio abbiamo portato omaggio al sacrario dei martiri ciprioti – continua Carlo – ad oggi ancora non ci sono delle stime esatte sui caduti in seguito all’intervento militare turco, si parla di 4000 morti e circa 1600 dispersi. Quello che rimane è una green line (area demilitarizzata istituita dall’ONU nel 1974 lungo la linea del cessate il fuoco, ndr), numerosi sono i checkpoint incontrati, e solo dal 2003 è stato possibile attraversare la linea verde e spostarsi tra le due regioni”.

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“Insomma abbiamo un’isola che nel corso della propria storia ha cercato un unificazione con lo Stato greco, ed oggi si trova a dover accettare sul proprio territorio una Repubblica riconosciuta solo da Ankara: questo vuol dire che se giuridicamente essa non esiste, un Paese membro della Nato, la Turchia, occupa militarmente ed illegalmente un pezzo di Unione Europea, da quando nel 2004 la Repubblica di Cipro è entrata nel club di Bruxelles. Un paradosso che va avanti da 40 anni” – conclude Pezzolesi.

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