Parco del Mare, Ostia cambia passo: più verde sul lungomare, zona 30 e navette elettriche per gli stabilimenti
Ostia si prepara al Parco del Mare: dune, piste ciclabili, piazze-parco e nuove regole sul traffico. Cittadini divisi: meno auto o caos?
Spiaggia, Lido di Ostia (Dal sito del Comune di Roma)
Chi vive Ostia lo sa: il lungomare non è solo una cartolina, è un corridoio di abitudini quotidiane, lavoro stagionale, passeggiate con i bambini, corse al tramonto, traffico del weekend e ricerca infinita di un parcheggio. Ora quel nastro di asfalto lungo il mare è destinato a cambiare pelle: arriva il “Parco del Mare”, un intervento che porta in dote verde, dune ricostruite, nuove ciclabili e una rivoluzione delle regole di circolazione.
Un nuovo lungomare di Ostia: piazze-parco, percorsi pedonali e più alberi davanti al mare
Nelle schede presentate si parla di quindici piazze-parco, oltre 94mila metri quadrati di spazi verdi, 9 chilometri di percorsi pedonali e 8 di piste ciclabili. Numeri che, tradotti nella vita reale, significano più ombra d’estate, più sedute, più percorsi continui per chi si muove a piedi o in bici, e un lungomare meno “duro” e più permeabile. Il cuore del progetto è anche la duna marina: un sistema naturale ricostruito che dovrebbe diventare il nuovo profilo del fronte mare, con aree attrezzate e parchi collegati.
Meno asfalto, più suolo “vivo”: depavimentazione e aree verdi in aumento
Uno dei dati che colpisce di più è la riduzione dell’asfalto del 55% e la depavimentazione di oltre 150mila metri quadrati. Per Ostia significa anche gestire meglio le piogge intense, diminuire l’effetto “isola di calore” e restituire respiro a spazi che oggi, in vari tratti, sono dominati da carreggiate, corsie e piazzali. In parallelo, il progetto prevede nuove piantumazioni: 2.000 alberi e 38mila arbusti, con l’obiettivo dichiarato di potenziare l’ecosistema litoraneo e rendere più piacevole la permanenza in ogni stagione, non solo in estate.
Zona 30 e attraversamenti rialzati: cosa cambia per chi guida e per chi attraversa
Per chi percorre il lungomare in auto o in scooter, l’impatto sarà immediato: sulle nuove arterie previste, la zona 30 diventa la regola e gli attraversamenti rialzati vengono indicati come strumenti per dare priorità a pedoni e ciclisti. È una scelta che punta a ridurre velocità e incidenti, ma che impone anche un cambio di mentalità: tempi di percorrenza diversi, controlli, segnaletica chiara e, soprattutto, un sistema viario coerente che eviti ingorghi nei punti critici.
Senso unico sul lungomare e deviazione su via delle Quinqueremi: la mappa del traffico si riscrive
Il punto più discusso è il ridisegno della viabilità. Nel tratto indicato fra piazzale Colombo e piazzale Mediterraneo, una parte del lungomare viene arretrata e la strada diventerebbe a senso unico verso la rotonda; il flusso in direzione opposta, verso il centro, verrebbe spostato su via delle Quinqueremi. In pratica, una fetta di traffico “si allontana” dal mare per lasciare spazio al parco dunale e a una passeggiata più continua. È una trasformazione che può rendere il fronte mare più vivibile, ma che solleva domande concrete: come si distribuiranno i flussi nei weekend estivi? Quali strade interne assorbiranno gli eccessi? E cosa accadrà nelle ore di punta quando si incrociano pendolari, fornitori e turismo balneare?
Parcheggi di scambio e navette elettriche: l’idea è lasciare l’auto e arrivare “leggeri”
Nella visione del progetto, il visitatore non dovrebbe più puntare il parcheggio davanti allo stabilimento. Arrivano hub intermodali con parcheggi di scambio e navette elettriche, pensate con frequenze strette (5-10 minuti nelle ipotesi illustrate). Sulla carta è un modello che funziona in molte località turistiche: si riduce la pressione sul lungomare e si rende l’accesso più ordinato. Il punto è l’esecuzione: servono aree di sosta realmente sufficienti, un servizio navetta affidabile anche la sera, e una comunicazione che spieghi bene dove si lascia l’auto e come si raggiunge la spiaggia.
Il ponte sul Canale dei Pescatori: l’opera che può far reggere tutto il sistema
A tenere insieme il nuovo disegno c’è il ponte carrabile sul Canale dei Pescatori, indicato come passaggio decisivo per rendere fluida la nuova circolazione e collegare le direttrici riorganizzate. È anche l’elemento che, per molti residenti, separa una promessa credibile da un rischio di congestione. Se la rete alternativa non è pronta, il timore è che il traffico si riversi su strade già sotto pressione, con ricadute su quartieri che non possono diventare “valvole di sfogo” del lungomare.
Soldi e calendario: 24 milioni europei più 30 del Campidoglio, con l’obbligo di correre
L’intervento vale quasi 54 milioni: 24 milioni da fondi europei veicolati tramite la Regione Lazio e ulteriori 30 milioni garantiti da Roma Capitale. E c’è una scadenza che pesa: entro giugno una quota molto elevata degli investimenti deve essere messa a gara, altrimenti il rischio è perdere velocità e rendere più fragile l’impianto finanziario. Il completamento della riqualificazione del lungomare è indicato entro il 2028, con cantieri che quindi accompagneranno Ostia per più stagioni.
Cittadini e operatori: entusiasmo per il verde, dubbi su parcheggi e tenuta dei flussi
Durante i confronti pubblici sono emerse posizioni diverse: c’è chi vede nel Parco del Mare una chance concreta di rilancio, capace di allungare la stagione turistica e migliorare la qualità urbana; altri restano prudenti, concentrati sui numeri della sosta e sulla capacità reale della nuova viabilità di reggere l’assalto estivo. La Regione ha annunciato un tavolo permanente, rivendicando un percorso “partecipato” e trasparente. Il punto, per Ostia, sarà uno solo: trasformare i rendering in un cambiamento che si sente davvero sul marciapiede, sulla pista ciclabile, davanti ai negozi e agli ingressi degli stabilimenti.
