Roma sorprende ancora: nel Parco archeologico del Colosseo si produce l’olio Evo “Palatinum”
Accanto alle pietre più celebri del mondo, crescono olivi che raccontano una città diversa, più verde e meno prevedibile
Parco Archeologico del Colosseo - Foro Romano
C’è un angolo di Roma dove, accanto alle pietre più celebri del mondo, crescono olivi che raccontano una città diversa, più verde e meno prevedibile. Sul Palatino e nell’area del Parco archeologico del Colosseo, quei tronchi non sono solo parte del paesaggio: diventano olio, diventano racconto, diventano un progetto che riparte con un accordo rinnovato.
Il Parco e Coldiretti Lazio hanno confermato la collaborazione per proseguire “Olio del Parco del Colosseo”, da cui nasce l’EVO “Palatinum” con marchio IGP Olio di Roma. A firmare l’intesa il direttore Simone Quilici e il presidente regionale David Granieri.
“Palatinum” al Colosseo: un olio che nasce dove passa la storia
Immaginate la raccolta: non in una campagna lontana, ma dentro uno scenario che ogni giorno vede sfilare visitatori, scolaresche, guide, romani in passeggiata. Nel Parco ci sono 189 olivi, alcuni vicino a punti iconici come l’Arco di Tito, altri più recenti, tutti inseriti in un contesto che parla di antiche abitudini agricole. Qui l’olio non è un souvenir: è una piccola prova che Roma non è soltanto monumenti, ma anche lavoro paziente, cura del verde e stagioni che tornano.
Dalla potatura all’etichetta: come funziona il progetto dell’olio del Parco
La convenzione mette in fila cose concrete: manutenzione degli olivi, raccolta, produzione, imbottigliamento, etichettatura. E poi un pezzo che a Roma serve sempre di più: la divulgazione, con iniziative pensate per il pubblico e percorsi rivolti alle scuole. L’idea è far capire che dietro una bottiglia ci sono tecniche, regole e scelte di qualità, e che l’IGP “Olio di Roma” non è una scritta decorativa, ma un riferimento a un disciplinare e a una filiera verificabile.
Unaprol, Evoo School, Op Latium: chi entra in campo accanto a Coldiretti
Coldiretti Lazio amplia la squadra coinvolgendo Unaprol per un programma informativo che racconta storia ed evoluzione dell’olio, con il supporto di Evoo School, scuola dedicata alla formazione sul mondo dell’extravergine. Per la parte più “di campo” e di frantoio arriva Op Latium, realtà cooperativa che porta competenza tecnica nella cura degli olivi e nella produzione dell’olio. È una filiera che, messa dentro un luogo come il Colosseo, diventa immediatamente visibile, quasi tangibile, come se Roma aprisse un dietro le quinte inaspettato.
Roma, turismo e bellezza quotidiana: perché questa notizia parla ai romani
David Granieri ha indicato il valore culturale del progetto e la volontà di trasmettere conoscenze alle nuove generazioni, ricordando l’olio come elemento identitario e base della Dieta Mediterranea. Detto in modo semplice: non si tratta solo di produrre, ma di far capire che la bellezza, per restare tale, ha bisogno di cura e di regole, anche quando si parla di un ulivo e non di un mosaico. E forse è proprio questo il fascino di “Palatinum”: riportare un gesto antico, la raccolta, dentro la Roma più famosa di tutte.
