“Dalla Ue censure e ingerenze nelle elezioni”: l’acc-Usa shock
Pressioni sui social, bavaglio ai conservatori, almeno nove voti eterodiretti col pretesto del DSA: un report della Commissione Giustizia repubblicana della Camera inchioda Bruxelles
Censura Ue (immagine dall’account X - ex Twitter - di Mario Nawfal)
Che la Ue sia molto più affine a una dittatura orwelliana che a un esperimento democratico non è certo un mistero. Finora, però, il dibattito tra euroscettici ed euroinomani era rimasto confinato in un ambito sostanzialmente speculativo. Adesso, invece, il Comitato Giuridico presso la Camera americana (una sorta di Commissione Giustizia) ha formalizzato l’acc-Usa, con tanto di testimonianze giurate.
Il report Usa sulla censura Ue
«La Commissione Europea ha fatto pressione sui social media» per limitare la libertà d’espressione, «prende di mira i contenuti conservatori e interferisce con le elezioni attraverso l’Europa». Lo attesta un report dell’House Judiciary Committee intitolato “The Foreign Censorship Threat, Part II” (la prima parte, datata luglio 2025, si può leggere qui). Un documento che raccoglie le deposizioni che le stesse Big Tech sono state obbligate a rendere sotto mandato di comparizione, restituendo un quadro davvero sconcertante.
Bruxelles pretendeva dalle piattaforme un bavaglio a tutto ciò che non era allineato al proprio pensiero unico, da trattare ed etichettare come fake news. Pena una maxi-sanzione pari al 6% del fatturato globale annuo, per violazione dell’euro-Regolamento che dovrebbe combattere le fake news – il famigerato Digital Services Act. Come volevasi dimostrare, e come aveva denunciato in tempi non sospetti Elon Musk, patron di X, l’unico che si è rifiutato di cedere alle minacce.
Guarda caso, lo scorso dicembre all’ex Twitter è stata effettivamente comminata una multa da 120 milioni di euro per presunte pratiche ingannevoli. Di cui 45 milioni perché, secondo i geni di Palazzo Berlaymont, la spunta blu a un account parodico potrebbe far credere agli utenti che Paperino esiste realmente.
Ingerenze in (almeno) nove elezioni
Mediante questi veri e propri ricatti, il Governo comunitario si è intromesso in (almeno) nove tornate elettorali in due anni. Tra cui, non sorprendentemente, le Europee del 2024, le Legislative di Francia subito successive, e quelle dei Paesi Bassi del 2023 e del 2025. In Olanda, addirittura, l’Unione Euro-sovietica nominò l’allora Ministro dell’Interno Hugo de Jonge trusted flagger – un “segnalatore attendibile” cui il DSA concedeva facoltà torquemadesche in palese conflitto d’interessi.
Naturalmente non potevano mancare il voto del 2024 in Moldavia, con le immancabili ingerenze di Mosca curiosamente palesatesi a intermittenza, e soprattutto le Presidenziali in Romania del 2024-2025. Quelle annullate perché aveva vinto il “candidato sbagliato”, l’anti-establishment Călin Georgescu, col pretesto che sarebbe stato favorito da una fantomatica campagna di disinformazione russa su TikTok. Che all’inizio si era saputo essere stata lanciata da un partito rivale (ed europeista), ma di cui ora si scopre che l’app cinese non ha trovato alcuna prova.
D’altronde, come sosteneva il film Totò, Peppino e… la dolce vita, «la vita è fatta di cose reali e di cose supposte». Grazie al dossier yankee, oggi finalmente sappiamo con certezza quali sono le reali e dove sono state messe le supposte. E quindi diventa sempre più difficile non concordare col grido dell’uomo più ricco del mondo: “Abolite la Ue!”








