Era il 3 febbraio 2024 quando a Ginevra si spense il principe di Napoli Vittorio Emanuele di Savoia
Alla cerimonia di commemorazione erano presenti i delegati delle Guardie d’Onore provenienti da tutta Italia
Emanuele Filiberto alla cerimonia
Era il 3 febbraio di due anni fa quando a Ginevra si spense il principe di Napoli, Vittorio Emanuele di Savoia. Era figlio dell’Ultimo re d’Italia, Umberto II, ed ora le sue ceneri sono custodite nella basilica di Superga che sovrasta Torino, città che fu capitale del Ducato di Savoia, poi capitale del Regno di Sardegna e per ultimo capitale del Regno d’Italia. La commemorazione avvenuta sabato scorso però, non si è tenuta a Torino, bensì nella Sacra Casa di Loreto nelle Marche.

“Mio padre Vittorio Emanuele, era pilota di aereo e di elicottero, e come tutti gli aviatori era devoto alla Madonna di Loreto. Non era una devozione blanda, ma si raccomandava continuamente alla Madonna di Loreto in maniera sentita e profonda. Quando ero bambino papà mi metteva sempre in tasca una medaglietta della Madonna e così anche io oggi sono devoto come lui.
E per questa ragione, nel secondo anniversario della salita al Cielo di mio padre ho voluto celebrare la commemorazione qui nella basilica della Sacra Casa della famiglia di Gesù e non a Superga, dove sono custodite le sue ceneri tra i resti dei duchi di Savoia e i re di Sardegna suoi e miei avi. A Superga ci vado tutte le volte che sono a Torino a trovare papà e tutti i Savoia che lì riposano”.

Emanuele Filiberto e Antonio Parisi
Così ci confessa il principe Emanuele Filiberto, presente l’arcivescovo di Loreto nonché delegato pontificio, Fabio Dal Cin. E prosegue Emanuele Filiberto: “Papà volava su un biplano giallo con le insegne del nostro casato. Si trattava di un Bucker e spesso ci ho volato anche io”.
Pochi lo sanno ma anche il principe Emanuele Filiberto ha conseguito il brevetto come suo padre, brevetto sia per pilotare aerei che elicotteri. Era visibilmente commosso durante la Divina Liturgia celebrata dall’arcivescovo Dal Cin. Toccante il momento di preghiera nella Casa della famiglia di Gesù portata qui da Nazaret dagli Angeli. Era presente anche l’arcivescovo di Cettigne e Metropolita Ortodosso del Montenegro, Boris Bojovic.
“Sono felice della presenza di Sua Beatitudine monsignor Boris – ci dice il nipote di re Umberto – e questo perché da parte della mia bisnonna, la regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III, anche io ho un poco di sangue montenegrino”.
Alla cerimonia di commemorazione erano presenti i delegati delle Guardie d’Onore provenienti da tutta Italia. A fianco alla foto di Vittorio Emanuele, ritratto a fianco al suo biplano giallo, campeggiava il labaro delle Guardie della regione Marche che con il loro delegato Andrea Cristofanelli, hanno collaborato con l’arcivescovo di Loreto nell’organizzare la cerimonia.

Eugenio Parisi
