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Alberi a rischio caduta a Roma, dopo i pini dei Fori scattano controlli straordinari in centro

Dopo i pini caduti ai Fori Imperiali, Roma accelera sui controlli: prove di trazione e banca dati verde per verificare 360mila alberi entro fine mandato centro

Alberi di Roma

Alberi di Roma

Il crollo di un pino di oltre 20 metri in via dei Fori Imperiali, dopo giorni segnati da maltempo intenso e altri schianti in varie zone della città, ha riacceso l’allarme sicurezza nel cuore di Roma. L’immagine dell’albero finito sull’asfalto vicino al punto informativo turistico e agli accessi della nuova stazione Colosseo della metro C, per fortuna senza feriti, è diventata il simbolo di un problema che da tempo intreccia tutela del verde, manutenzione e rischio per la viabilità.

Controlli sugli alberi in centro, dal Testaccio alle Terme Deciane

Il Campidoglio ha deciso di accelerare il pacchetto di verifiche in centro storico e in aree ad alta frequentazione, con sopralluoghi e test mirati in strade e quadranti dove negli ultimi anni si sono registrati cedimenti o criticità. Il tracciato dei controlli, secondo quanto riportato, coinvolge anche assi come viale Giotto e via delle Terme Deciane, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a esaminare tutti gli esemplari cittadini entro la fine della consiliatura: un traguardo ambizioso se si considera l’ordine di grandezza, circa 360mila alberi.

Prove di trazione e verifiche di stabilità, cosa cambia dopo gli schianti

Il punto non è soltanto “potare di più”: i cedimenti recenti hanno rimesso al centro la stabilità delle alberature, soprattutto dei pini maturi, spesso collocati in contesti urbani complessi. L’assessora capitolina all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, ha spiegato che per i Fori sono state avviate nuovamente prove di trazione sull’intero gruppo dei pini dell’area, nell’ambito dei protocolli di controllo, dopo i crolli avvenuti a inizio gennaio.

Nelle parole dell’assessora pesa un elemento tecnico che aiuta a capire perché un albero apparentemente “in salute” possa diventare fragile: radici compromesse da lavori stradali e rifacimenti, zolle che non “tengono”, chiome che con piogge persistenti aumentano di peso e rendono più delicato l’equilibrio, specie durante eventi meteo fuori scala. È anche per questo che, in fase di allerta, scattano ordinanze di chiusura per ville storiche, parchi e cimiteri: la prevenzione passa pure dalla gestione degli accessi quando le condizioni non garantiscono margini adeguati.

La banca dati del verde e il “gemello digitale”, il piano del Campidoglio

La spinta ai controlli si lega a un capitolo più ampio: la digitalizzazione della gestione del verde urbano. Roma punta su una “cartella clinica” per ogni albero, integrata in una piattaforma di mappatura e monitoraggio (Green spaces), che consente di ricostruire interventi, criticità, programmare manutenzioni e, in prospettiva, simulare anche gli effetti di condizioni avverse. Secondo quanto illustrato in Campidoglio durante il consiglio straordinario sul verde, una parte consistente delle alberature risulta già monitorata e una quota ha già un modello digitale associato.

L’idea è semplice e, se applicata con continuità, potente: meno decisioni “a sensazione” e più scelte basate su dati storicizzati, verifiche ripetute, priorità aggiornate. In un contesto in cui si discute spesso di tagli e abbattimenti, la trasparenza dei percorsi tecnici diventa anche uno strumento per ridurre il contenzioso e rendere comprensibili ai cittadini interventi che cambiano il paesaggio urbano.

Le reazioni politiche: “Serve mappatura seria” e il tema delle responsabilità

Dopo il crollo ai Fori, non sono mancate le reazioni politiche. La capogruppo capitolina di Forza Italia, Rachele Mussolini, ha parlato di “tragedie sfiorate” e ha rilanciato la richiesta di un lavoro strutturato di ricognizione e mappatura delle alberature su tutto il territorio. Un messaggio che, al di là della polemica, fotografa un punto condiviso: quando gli schianti arrivano in luoghi simbolo e su arterie ad altissima densità pedonale e veicolare, la domanda pubblica non riguarda solo il “perché” immediato, ma anche il “cosa si poteva fare prima”.

Conseguenze pratiche: sicurezza, viabilità e fiducia dei cittadini

Ogni crollo in centro comporta transennamenti, deviazioni, interventi dei vigili del fuoco e della polizia locale, con ripercussioni sulla mobilità e sul lavoro quotidiano di chi vive o lavora in zona. Ma l’effetto più difficile da misurare è quello sulla fiducia: l’idea di camminare in città con lo sguardo che sale verso le chiome, specie durante piogge insistenti o vento, cambia il modo in cui si percepiscono strade e parchi.

Da qui la partita vera, per il Campidoglio: aumentare il livello dei controlli senza trasformare la manutenzione in una sequenza di emergenze. I test di stabilità, la banca dati e la programmazione per priorità (partendo dagli esemplari più esposti e dalle aree più frequentate) sono gli strumenti su cui l’amministrazione intende giocare i prossimi mesi. Con un obiettivo dichiarato: arrivare a una fotografia aggiornata dell’intero patrimonio arboreo, prima che i prossimi episodi di maltempo presentino un conto ancora più alto.