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Alberto Trentini e Mario Burlò liberi: dal carcere all’ambasciata, l’Italia riabbraccia i due connazionali

Liberati Trentini e Burlò: Tajani annuncia l’ok del Venezuela. Ora sono all’ambasciata italiana a Caracas, in buone condizioni, rientro vicino

Alberto Trentini, liberato dal Venezuela

Alberto Trentini, liberato dal Venezuela

Cinque del mattino, 12 gennaio. Un orario che a Roma è ancora notte fonda, ma che diventa subito notizia: “Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi”. Antonio Tajani lo scrive sui social e, nel giro di pochi minuti, una vicenda rimasta sospesa per mesi cambia direzione. I due italiani detenuti in Venezuela sono stati trasferiti nell’ambasciata a Caracas, in buone condizioni, e il rientro in Italia viene indicato come prossimo.

Alberto Trentini e Mario Burlò liberi: l’alba che chiude mesi di attesa

Il passaggio in sede diplomatica non è un dettaglio, è il segnale più concreto che la macchina del ritorno si è messa in moto. Dentro l’ambasciata si controlla lo stato di salute, si ricompongono i documenti, si organizzano contatti con le famiglie. Soprattutto, si interrompe la dimensione più dura della detenzione: l’incertezza quotidiana, le informazioni che arrivano a sprazzi, la sensazione di non avere un calendario, né un orizzonte chiaro.

Tajani parla di “forte segnale” da parte della presidente ad interim Delcy Rodríguez e sottolinea di aver già informato Giorgia Meloni, che avrebbe seguito la vicenda da vicino. Sono frasi che pesano, perché raccontano un lavoro diplomatico portato avanti senza riflettori, fatto di contatti, interlocuzioni e pressione costante.

Da Venezia a Caracas: chi è Alberto Trentini, cooperante da dieci anni sul campo

Alberto Trentini è veneziano del Lido, uno di quelli che Venezia la conoscono anche nei gesti semplici: la passeggiata in piazza San Marco, il “Listòn”, il rito civile di chi cammina e guarda la città respirare. In carcere, mesi fa, l’ambasciatore italiano a Caracas Giovanni Umberto De Vito — veronese — gli avrebbe rivolto proprio quell’augurio, in veneto, per rompere il ghiaccio e fargli sentire casa più vicina: tornare presto sul Listòn. Oggi quell’immagine acquista un altro sapore: non più promessa lontana, ma possibilità reale.

Trentini ha 46 anni e un profilo che somiglia a una scelta di vita: studio, servizio civile, specializzazioni nel Regno Unito, poi missioni in vari Paesi, spesso dove l’emergenza non fa rumore ma cambia la vita delle persone. L’ultimo incarico era con Humanity & Inclusion (già Handicap International), ONG co-premiata con il Nobel per la pace 1997 nell’ambito della campagna internazionale contro le mine antiuomo. In Venezuela era arrivato nell’autunno 2024; il 15 novembre è stato fermato a un posto di blocco mentre si spostava da Caracas verso Guasdualito per una missione.

Mario Burlò libero: il dossier dell’imprenditore e la linea della Farnesina

Accanto al caso del cooperante, c’era quello di Mario Burlò, imprenditore torinese, detenuto anche lui e rimasto per mesi dentro un perimetro di notizie frammentarie. La Farnesina e l’ambasciata hanno tenuto insieme due storie diverse, unite dallo stesso bisogno: tutela consolare piena e una soluzione che riportasse entrambi in Italia. La liberazione e il trasferimento in ambasciata indicano che questa linea ha ottenuto un risultato, almeno sul punto più urgente.

Nei giorni precedenti, alcune scarcerazioni di detenuti stranieri avevano alimentato la speranza che l’ondata potesse riguardare anche gli italiani. Oggi, con l’annuncio ufficiale, quella speranza diventa un fatto: Trentini e Burlò sono fuori dal carcere e sono sotto protezione diplomatica italiana.

Il rientro in Italia: tempi tecnici, assistenza e l’abbraccio delle famiglie

Adesso si entra nella fase più “silenziosa” e operativa: visite mediche, supporto psicologico se necessario, contatti con i familiari, gestione del viaggio. Tajani parla di rientro “presto”, una parola che in casi simili coincide con una finestra breve ma non immediata, perché si lavora anche per evitare che qualsiasi intoppo burocratico o imprevisto locale rallenti l’uscita dal Paese.