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21 Ottobre 2020

Pubblicato il

Virginia Raggi da Vespa: “Mi hanno trattata come Jack lo Squartatore”

di Redazione

Intervistata a Porta a Porta, la sindaca si toglie un po’ di sassolini dalle scarpe. E parla del futuro di Roma

Voltare pagina. La sindaca non vede l’ora di farlo e confida che la sentenza di sabato scorso, che l’ha assolta dall’accusa di falso nel cosiddetto Caso Marra, segni uno spartiacque definitivo tra il prima e il dopo. Il prima è quello degli attacchi a getto continuo che l’hanno colpita da quando è stata eletta al Campidoglio, dando fondo al repertorio del discredito. Nel migliore dei casi, le accuse di incompetenza. Nel peggiore, quello di una condotta illegale. O, addirittura, di una attitudine all’illegalità, che l’avrebbe portata a non avere nessuna esitazione nell’aggirare o infrangere le normative per agevolare i suoi favoriti.

Il dopo è appunto la stagione che si schiude da adesso in poi. I due anni e mezzo che la separano dall’epilogo naturale del mandato ricevuto, a furor di popolo, nella primavera del 2016. Un lasso di tempo in cui si dovrà dimostrare che le difficoltà incontrate finora non sono dipese da una incapacità senza scampo, ma dalle condizioni disastrose in cui Roma è stata lasciata dalle amministrazioni precedenti. Un disastro, mai dimenticarlo, che non riguarda solo gli aspetti palesi, dai dati di bilancio alle condizioni delle strade, ma ancora di più il clima generale di lassismo e di malaffare.

La vera, grande sfida del M5S è questa. Lo è a livello nazionale e naturalmente lo è anche a Roma. Forse, anzi, soprattutto a Roma, dove il Movimento non deve fare i conti con un partner per nulla docile come Salvini.

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Virginia Raggi prova a mettere insieme pragmatismo e auspici. Sul versante degli interventi concreti sottolinea che “la prossima settimana iniziano i lavori sul verde, abbiamo aspettato per due anni, finalmente arrivano. Io sono la prima ad essere impaziente". Tra gli altri obiettivi c’è un massiccio incremento del numero dei vigili: “Ne arriveranno 600 nuovi entro fine anno. I 150 appena assunti, riconoscibili dal fratino giallo, sono già tutti in strada. Ma io ho chiesto al governo di arrivare a completare l'organico dei vigili con altri 2.000 agenti, che è il minimo indispensabile”. Quanto alle condizioni delle strade, ossia delle buche disseminate ovunque, c’è una richiesta a Palazzo Chigi di un finanziamento di “250 milioni di euro per 5 anni da investire solo su strade e verde”.

Gli auspici, invece, riguardano il definitivo superamento dell'ostilità che l’ha circondata finora, come abbiamo ricordato all’inizio. Un'ostilità in cui le contestazioni prettamente politiche si sono mischiate con le critiche sprezzanti scagliate contro di lei come persona: “Ho subito un processo mediatico come se fossi stata Jack Lo Squartatore, eppure non ho ucciso nessuno. Molte accuse che mi sono state rivolte, con titoli come 'patata bollente', sono arrivate solo perché sono donna”.

E adesso?

Adesso, dice lei, “Sono contenta. Il giudice ha detto che io non ho rubato né mentito. È un’affermazione importante. Ora spero che questa sentenza metta fine a questo clima di odio”.

Ma su questo, purtroppo, c’è da scommettere che si sbaglia: l’odio non nasceva dai suoi presunti reati ma dall’avversione di chi ha perso il potere che aveva sulla città di Roma, per la prima volta dopo decenni di egemonia, ed è reso ancora più rabbioso dal fatto che a levarglielo siano stati dei ‘dilettanti’ come quelli del M5S.    

 

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