08 Marzo 2021

Pubblicato il

‘Tour del Degrado’ nel Municipio XI di Roma (pt. 1)

di Redazione

Magliana, Muratella, Trullo: tutte le criticità

Il nostro ‘Tour del Degrado’ all’interno del Municipio XI di Roma Capitale, inizia dalla chiesa di Santa Silvia, in largo Giuseppe Sirtori. Ad accompagnarci, Marco Campitelli, del Comitato DifendiAmo Roma. La prima cosa che Marco ci fa notare, è lo stato di abbandono del Giardino Genocidio degli Armeni. Questo piccolo parchetto è stato creato al posto di un PUP (Piano Urbano Parcheggio), a seguito delle proteste dei residenti. L’idea è molto carina, il parco ha anche una piccola zona con panchine per mangiare. Tuttavia, l’erba è incolta e ci sono rifiuti sparsi un po’ ovunque. Il parco, sorge a pochi passi da largo La Loggia, dove qualche giorno fa si è consumata un'altra rapina.

Dalla chiesa di Santa Silvia ci dirigiamo verso via Lanfranco Maroi, dove è situato un liceo scientifico. La situazione è di degrado visibile: la via è adibita a discarica, sono presenti carcasse di macchine e anche cavi contenenti rame, da cui il rame è stato sottratto, evidentemente per essere rivenduto. Il cancello del liceo è chiuso con un lucchetto, per evitare ingressi furtivi all’interno dello stesso edificio scolastico. Tuttavia, come evidenziano le foto, nella rete che fa da recinto all’istituto, sono stati creati dei buchi, dai quali è comunque possibile infiltrarsi.

Proseguendo oltre, giungiamo verso via Guglielmo Tagliacarne. Marco Campitelli ci spiega che in queste zone, da 3 giorni è attiva la raccolta differenziata porta a porta. Un gran successo, se non fosse che proprio proseguendo nel quadrante che comprende via Lanfranco Maroi e via Guglielmo Tagliacarne, ci sono alcuni insediamenti rom e rifiuti accumulati dietro i cassonetti (siti dove la differenziata porta a porta ancora non è attiva), tra cui anche materassi.

Da via Tagliacarne, ci dirigiamo verso la stazione, nella zona della Muratella, costruita molto oltre rispetto ai progetti iniziali, e che quindi, ad oggi, non rappresenta lo snodo centrale della viabilità per chi vive in queste zone più periferiche del Municipio VIII. Il parcheggio della stazione è totalmente inesistente. Nel tempo, le macchine si sono create da sole lo spazio tra l’erba al lato della strada. I proprietari delle vetture, inoltre, lamentano continui furti all’interno delle auto parcheggiate.

Proseguendo ancora oltre, verso il deposito ATAC, via Candoni sempre in zona Muratella, incontriamo altri 2 insediamenti. Uno dei quali, adiacente proprio al deposito ATAC, può essere considerato come una vera e propria città, con tanto di ingresso e di recinzione. I loro furgoncini sono parcheggiati lungo il ciglio della strada, anche in curva, creando disagi alla circolazione dei mezzi, soprattutto degli autobus che, viste le loro grandi dimensioni, sono costretti praticamente a viaggiare nella corsia opposta, in curva. Questo campo è – e il dato è ancora più preoccupante – perfettamente regolato e attrezzato dal Comune di Roma.
Oltre all’insediamento, tra l’ingresso che conduce al campo e quello che conduce al deposito ATAC sono presenti piccoli agglomerati di rifiuti. C’è poi un piccolo ‘rivo’ di melma, che esce dal campo e percorre tutta la strada in discesa.

Dopo il deposito ATAC, è la volta di Alitalia. L’ex impianto Alitalia di via Toyoda è ora un vero e proprio centro di riciclaggio di ferro e altri materiali, come testimonia il continuo via vai di camion che traportano proprio questi materiali. Anche questo stabile, contornato di rifiuti sparsi qua e là, è occupato da abusivi.

Il parcheggio di via Toyoda, dei dipendenti dell’ex impianto Alitalia e di quelli degli uffici ad oggi ancora attivi, è in realtà deserto. Oltre al furto dei tombini (avvenuto in varie zone del Municipio XI), sono state rubate anche le grate presenti all’interno del parcheggio, con il risultato che, un autista inconsapevole, può rimanere incastrato nello spazio lasciato vuoto dalla grata rubata. L’unico lampione presente è, nemmeno a dirlo rotto. In ogni caso, per gli avventurieri, una scritta in stile dantesco avvisa tutti: “No Entry”. Insomma, “lasciate ogni speranza…”.

Le macchine, quindi, non vengono più lasciate in quel parcheggio. Le poche volte che è successo, sono stati compiuti dei furti ai danni delle vetture. Gli attuali dipendenti degli uffici adiacenti l’ex impianto Alitalia sono costretti a parcheggiare quindi anche in divieto di sosta, pur di non rimetterci la propria macchina. Risultato: molte multe, pochi interventi lì dove servirebbe.

Da segnalare che il parcheggio e l’ex impianto sorgono a ridosso di una riserva naturale, chiaramente mal manutenuta. Inoltre, il parcheggio abbandonato è vera e propria terra di nessuno: non si sa a chi appartenga l’area, di chi sia la competenza ad intervenire. Risultato: nessuno interviene, e tutto viene lasciato così com’è.

Ma la vera sorpresa arriva quando ci si affaccia dalle balaustre del parcheggio abbandonato. Definirla discarica è forse riduttivo: l’area, abbandonata 2 anni fa, ancora non è stata bonificata. I rifiuti abbondano e nessuno pulisce.

Sempre su via Toyoda, andando oltre, c’è via Emilio Pensuti, una via prettamente residenziale, che finisce con un mini-parchetto, tenuto in piedi e curato grazie a dei cittadini volenterosi, soprattutto mamme.
A rovinare il quadro, lo ‘scheletro’ di quello che sarebbe dovuto essere un asilo. Tuttavia, i 3 appalti affidati nel corso degli anni, sono andati perduti. E dell’asilo è rimasta solo una semi-struttura e un cantiere abbandonato.

Dalla zona della Muratella, ci dirigiamo verso il Trullo. Prima però passiamo per via Alessandro Marchetti, e notiamo le indicazioni per il Mariott. "Non li fanno passare di qui i pullman per l'Hotel – ci spiega Marco – gli fanno fare sempre il giro esterno". Marco, inoltre, ci spiega anche che proprio su via Alessandro Marchetti, un tempo, sorgeva l'insediamento abusivo più grande del Municipio XI, poi sgomberato e mai ricostuito.

Al Trullo, avevamo già documentato il disagio dei residenti nelle palazzine ATER, senza ascensori, costretti anche a vivere – quelli di via Monte Cucco – a ridosso di un compattatore AMA funzionante h24, che emette cattivi odori, polveri, fumi e rumori –, ma c’è anche dell’altro. Via Ressi, sempre in zona Trullo, fa da collegamento verso un asilo. La via che conduce all’ingresso dell’edificio è però abbandonata, ancora una volta piena di rifiuti. C’è anche una macchina abbandonata a finire il quadro già di per sé sgradevole.

Mentre ci dirigiamo verso il Trullo, inoltre, sulla Roma-Fiumicino, all’altezza dell’uscita per via Isacco Newton, possiamo notare uno stabile abbandonato, anch’esso adibito a locale per smercio di materiali come ferro e rame. Sempre su via Isacco Newton non passa inosservato che il campo, sgomberato appena un mese fa, è già stato ricostituito.

Tornando indietro, verso la Magliana, ci imbattiamo in una vera e propria sfilata di rom, che passeggiano indisturbati proprio su via di Magliana, in direzione dell’insediamento abusivo in zona Cappellaccio, una zona di confine tra VIII, IX e XI Municipio. Gli abusivi sono presenti anche in prossimità della scuola steineriana, dove hanno posteggiato i loro furgoncini.

Proseguendo su via di Magliana, giriamo a via dell’Impruneta. Ad accoglierci, dei cassonetti stracolmi di rifiuti. Alla fine della via, l’edificio che un tempo ospitava l’ex scuola ‘8 Marzo’, ora occupato da abusivi, di nazionalità varie.

Infine, l’ultima tappa della prima parte del nostro ‘Tour del Degrado’ nel Muncipio XI di Roma, è proprio il “Cappellaccio”. Accediamo al ponte dall’ingresso della pista ciclabile. Sì, perché c’è una pista ciclabile, che conduce proprio al campo. Chi volesse farsi un giro in bici (mettiamo anche che siano turisti), sarebbe costretto a passare per ‘casa’ loro. L’insediamento è visibile a chiunque, anche a chi passa di lì con la macchina. Poco oltre, sono iniziati i lavori per il ‘Parco del Tevere’.

Certo è che se qualcuno non si decide ad intervenire, il nuovo Parco sarà l’ennesimo buco nell’acqua.  

*Guarda la fotogallery

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento