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24 Settembre 2020

Pubblicato il

“Se io fossi Te e Tu fossi Me” Luca Guadagnini

di Redazione

"Se io fossi te e tu fossi me" estremizza le incomprensioni che nascono e logorano le storie d'amore

LUCA GUADAGNINI “SE IO FOSSI TE E TU FOSSI ME” da venerdì 4 dicembre On Air e il videoclip in anteprima su TGCom

Venerdì 4 dicembre esce “Se io fossi te e tu fossi me”, il nuovo singolo di Luca Guadagnini, che segna il ritorno dell’artista dopo i consensi ottenuti con l’album “Tornerà l’Aurora”. Il brano è stato scritto da Guadagnini con Alessandro Mancuso, noto paroliere di molti artisti italiani, arrangiato dal maestro Adriano Pennino, con la produzione artistica di Pierluigi Germini e la supervisione di Gigi D’Alessio.

Nel disco, che verrà presentato in occasione della prossima edizione di “Rock per un bambino” nel 2016, Guadagnini collabora con alcuni artisti del panorama musicale italiano, dando vita ad un nuovo  ed importante progetto discografico. “Se io fossi te e tu fossi me” estremizza le incomprensioni che nascono e logorano le storie d’amore. La canzone si spinge oltre le possibilità umane di entrare nei pensieri e nei sentimenti dell’altro, per cercare di comprenderne le differenze che, a volte, fanno impazzire, ma che  rendono unici e spesso completano. E’ forse proprio per questo che si cerca continuamente l’amore, ma si finisce poi per rimpiangere la propria indipendenza. Il fulcro del videoclip è il mito delle due metà, costante dell’animo umano, che trova barriere create da ogni tipo di piccola differenza. Le differenze tra le due anime innamorate, sono rappresentate da due burattini, che hanno forme, disegni e rappresentano culture diverse.

Realizzato in un box auto, ribattezzato BOXYWOOD, il video è stato girato in green screen ed elaborato in post produzione con grafica 3D. Il regista, Remigio Messina, non ha sostanzialmente spiegato nulla, nè a Guadagnini nè a Chiara De Felice, la coprotagonista del video, dirigendoli come se facesse dei video test. Per i 3 minuti di video in grafica 3D, sono state impiegate tre grosse workstation, che hanno renderizzato le immagini prodotte per 3 giorni consecutivi. Il progetto nel framework dello studio di animazione è stato conservato con il nome: “ i tre giorni del 3”.

 

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