19 Maggio 2021

Pubblicato il

Roma sotterranea, metro C: ritrovato più grande bacino idrico

di Redazione

Gli scavi della metro C portano alla luce un inestimabile tesoro nascosto: il più grande bacino idrico della Roma Imperiale mai ritrovato

Con circa 35 metri di larghezza per 70 di lunghezza e un quarto di ettaro di superficie è il più grande bacino idrico della Roma Imperiale mai ritrovato. La grande vasca è stata scoperta durante gli scavi archeologici all'interno del cantiere per la Stazione San Giovanni della Metro C a Roma.

"Questa vasca è talmente grande che supera il perimetro del cantiere e non è stato possibile scoprirla interamente. Probabilmente apparteneva a un'azienda agricola del I secolo, la più vicina al centro di Roma che sia mai stata trovata" racconta Rossella Rea, responsabile scientifico degli scavi, i cui risultati sono stati illustrati oggi dai responsabili scientifici della soprintendenza speciale ai Beni Archeologici di Roma presso l'American Academy in Rome.

Le indagini archeologiche sono state condotte dalla soprintendenza, con la collaborazione tecnica della Cooperativa Archeologica, che ha messo in luce le testimonianze degli insediamenti umani fino a oltre 20 metri di profondità. La vasca "era foderata di coccio pesto idraulico e, nelle dimensioni oggi note, poteva conservare più di 4 milioni di litri d'acqua. Nel I secolo si aggiunge alle strutture di sollevamento e distribuzione idrica di un impianto agricolo attivo dal III secolo a.C. nell'area dell'attuale via La Spezia e di San Giovanni" spiegano le archeologhe Francesca Montella e Simona Morretta, sottolineando che nessun altro bacino rinvenuto nell'agro romano ha dimensioni paragonabili.

La scoperta fornisce dati storici su un settore, quello di San Giovanni, sul quale le informazioni erano molto scarse. "Lo scavo della nuova stazione metropolitana ha consentito di spingere la ricerca archeologica a profondità non altrimenti raggiungibili", sottolinea la responsabile degli scavi.

Inoltre questa scoperta ha anche portato alla luce dei reperti paleobotanici di grande interesse: dai reperti lignei e dal materiale organico ritrovato, infatti, si è scoperto che in quell'area era presente la prima coltivazione del pesco appena arrivato dal Medio Oriente.

 
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