16 Giugno 2021

Pubblicato il

Roma punta sul cohousing, arrivano i “nonni coinquilini”

di Redazione

Abitare in convivenza, non solo fra studenti: approvata una delibera per contrastare solitudine e isolamento sociale degli anziani

Dall'università alla terza età. Si espande a Roma l'uso di abitazioni in convivenza non solo per gli studenti, ma anche per gli anziani. I 'cohousing' sono entrati a far parte anche delle modalità di accoglienza ufficiali del Campidoglio, che ha approvato una delibera che riorganizza il sistema delle residenzialità per anziani tramite un graduale superamento delle case di riposo tradizionali.

Con il nuovo assetto organizzativo saranno mantenuti i 104 posti dell'attuale sistema, con la previsione di ampliare di altri 208 posti l'offerta di accoglienza residenziale per un totale di 302 posti. I luoghi tradizionali continueranno ad accogliere le persone per le quali le nuove soluzioni non risultino compatibili con i propri bisogni. Ma parallelamente verranno realizzate strutture di accoglienza a gestione familiare oppure in semiautonomia, con diversi livelli di supporto assistenziale, che possano ospitare fino a un massimo di 12 persone.

Le modalità previste sono due: il cohousing (ovvero convivenze di massimo sette anziani in abitazioni civili, con presenza di spazi e attrezzature comuni) e le comunità alloggio, strutture residenziali con ricettività tra i sette e i dodici ospiti che erogano servizi socio assistenziali, finalizzati al mantenimento e al recupero dei livelli di autonomia. Obiettivo "migliorare la qualità della vita degli anziani".

"Per gli anziani i benefici riguarderanno le creazione di nuovi stimoli, un incremento della qualità della vita e maggiori opportunità di condivisione. È fondamentale contrastare fenomeni come solitudine e isolamento sociale tramite percorsi in grado di mantenere l'autonomia. Per questo puntiamo con decisione sull'idea di persona anziana quale soggetto attivo", spiega l'assessore Laura Baldassare.

L'accesso alle nuove tipologie abitative sarà rivolto agli ospiti delle Case di Riposo capitoline, alle persone anziane in lista di attesa e agli anziani segnalati dai servizi municipali che, con apposita relazione, motivano il disagio e la necessità della soluzione alloggiativa temporanea.

 
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