07 Marzo 2021

Pubblicato il

Roma, mercoledì 16 dicembre sciopero di medici e infermieri

di Fabio Vergovich

Alle 11 di mercoledì 16 Dicembre, un presidio davanti all'ospedale S. Camillo

Mercoledì, 16 dicembre, i sindacati nazionali medici hanno indetto una giornata di sciopero a supporto dei medici e degli infermieri.
In conseguenza di ciò sono previsti disagi nei servizi programmati come le visite, gli interventi e gli esami diagnostici; gli studi dei medici di famiglia e dei pediatri potranno rimanere chiusi; le urgenze, le visite programmate a pazienti terminali e le prestazioni di assistenza domiciliare saranno garantite.

A Roma,  dalle 11, medici e infermieri si mobiliteranno in un presidio davanti l'ospedale S. Camillo; parteciperanno i segretari nazionali dei sindacati medici. Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici ha denunciato lo stato attuale della sanità pubblica italiana: " La sanità è ormai a pezzi, con profonde diseguaglianze regionali e con un' accessibilità sempre più ridotta per liste di attesa e ticket. Ci scusiamo per i disagi ma vogliamo salvare e riqualificare la sanità pubblica, che rappresenta la migliore assicurazione sanitaria per tutti i cittadini. In particolare servono subito le necessarie assunzioni per garantire il giusto orario europeo per medici e infermieri a tutela della qualità delle cure, ma con risorse adeguate e definite nella legge di stabilità e non con riferimento ad ipotetici risparmi delle Regioni, già in gravi difficoltà economiche".

Lo stato di agitazione adottato dai sindacati medici è anche contro i tagli contenuti nella legge di stabilità.
Il segretario Cozza ha infatti dichiarato che: "Oltre ai 4 miliardi di tagli alla sanità, la legge di stabilità introduce una nuova diabolica tagliola sanitaria, che porterà a un'ulteriore riduzione delle prestazioni ai cittadini: si introducono infatti i piani di rientro triennali per le aziende ospedaliere che presentano uno scostamento tra costi e ricavi pari o superiore al 10% o di almeno 10 milioni di euro, prevedendo la decadenza automatica del direttore generale in caso di esito negativo", il che si tradurrebbe in "o tagli proprio a partire dalle prestazioni che sono più facilmente aggredibili o vai via", chiosa Cozza, il quale ricorda che tale stato di cose, stando ai dati del 2014, "riguarda ben un'azienda ospedaliera su 4, ovvero 24 su un totale di 108". "La nostra mobilitazione – conclude il segretario nazionale Fp Cgil Medici – non si fermerà se non avremo risposte e se non saremo ascoltati, e continuerà anche nel 2016".

 
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