08 Aprile 2021

Pubblicato il

Roma, Cittadini dicono No a 24 palazzine nella Valle della Morte

di Redazione

I cittadini non vogliono un mostro di cemento: "Chiediamo di attuare il programma che ha consentito alla Raggi di essere votata"

Ventiquattro palazzine di quattro e cinque piani per un totale di oltre duemila persone. In altre parole? Un nuovo quartiere che dovrebbe sorgere nei pressi di Fontana Candida. Il condizionale è d'obbligo: al via per la costruzione manca l'atto conclusivo da parte del Comune, ovvero una firma della sindaca sull'accordo di programma. I cittadini però hanno annunciato battaglia e hanno battuto i pugni sul tavolo: "Questo mostro di cemento non lo vogliamo".

Lo hanno fatto, si legge in un articolo di romatoday.it, nel pomeriggio di mercoledì, davanti al dipartimento di Urbanistica mentre nelle stanze si svolgeva una commissione. "Incontro interlocutorio", come lo ha definito lo stesso assessore all'Urbanistica, Sergio Nicastro, della giunta Romanella del VI Municipio. "Stiamo con i cittadini- ha spiegato Nicastro- abbiamo chiesto la riverifica della procedura".

Per il movimento cinque stelle questo è il momento di dimostrare quanto valgono gli elettori: approvare questo piano significa tradire i punti del programma con cui è arrivato al governo.

PROGRAMMA DI INTERVENTO URBANISTICO FONTANA CANDIDA

Ma andiamo con ordine. Il progetto risale al periodo compreso tra la fine degli Anni 90 e gli inizi degli anni 2000, opere di compensazione per le mancate costruzioni di Tor Marancia.

Quello che i cittadini di Roma Est, compatti sotto il neonato coordinamento 'Vivere nel VI' definiscono "mostro di cemento" è un comprensorio di 24 palazzine, ciascuna di 4 o 5 piani nel territorio cosiddetto 'Valle della morte' a causa della presenza di catacombe e resti di antichità romane, tra via Casilina, via Ponte della Catena e l'Istituto Pertini, confinante con i quartieri di Fontana Candida e Borghesiana.

PERCHÉ I CITTADINI BOCCIANO IL PROGETTO – "Al mostro di cemento diciamo no". Un'obiezione chiara e puntuale quella dei cittadini di Roma Est che sotto la sigla 'Vivere nel VI', coordinamento nato dalla volontà di Mario Paglia presidente del comitato di Fontana Candida annunciano battaglia.

E i motivi che spiegano il loro 'no' categorico sono riconducibili all'insufficienza delle strutture primarie come fogne, strade, servizi pubblici e sicurezza, a rischio anche l'ambiente. "Abbiamo contestato il progetto fin dalla prima stesura, ha subito diverse modifiche nel corso degli anni, fino ad arrivare all'ultima che risale al 2013" ha precisato Paglia.

Sulla contrarietà dei 12 comitati uniti ha continuato: "Tutti sanno che questo territorio è già allo stremo delle forze, è un territorio da preservare e valorizzare perché detiene un grande patrimonio archeologico e storico che gli scavi per le nuove costruzioni distruggerebbero".

E i cittadini, senza mezzi termini, mettono il Campidoglio con le spalle al muro: è questo il momento della verità: "Chiediamo lo stop del progetto alla sindaca Raggi e al Comune di Roma: il loro programma prevedeva la fine delle costruzioni da opere di compensazione, prevedeva il 'No' a colate di cemento, ecco noi chiediamo di attuare il programma che ha consentito alla Raggi di essere votata".

DA CHE PARTE STA IL MUNICIPIO?

"Per ora ci troviamo in una fase interlocutoria – ha spiegato Sergio Nicastro, assessore all'Urbanistica della giunta Romanella, nelle parole riportate sempre da romatoday.it – Stiamo con i cittadini, il territorio non è in grado di assorbire questo intervento e abbiamo chiesto la riverifica della procedura, seguiranno ulteriori riunioni". La Raggi è chiamata per la prima volta ad intervenire su questo progetto, tutto l'iter che ha portato all'atto conclusivo è stato fatto negli anni passati e ha portato a dei diritti edificatori ormai acquisiti dai costruttori del progetto che rientra nel Piano regolatore generale. (Ag. Dire)

 
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