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09 Agosto 2022

Pubblicato il

Rincari, dalle bollette alla spesa: quali sono le città più colpite

di Cristina Accardi
Continuano ad aumentare i prezzi sulle bollette di luce e gas e sulle materie prime
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Ormai al 116esimo giorno dello scoppio della guerra in Ucraina, le ripercussioni sull’economia europea si fanno sempre più sentire. I rincari sulle bollette non si fermano.

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Rincari sulle bollette energetiche e le materie prime

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica completa delle città in cui i rincari annui sono aumentati dopo gli ultimi report forniti dall’Istat relativi al mese di maggio.

L’aumento dei prezzi non solo riguarda le bollette come luce e gas, come era prevedibile dato la quasi totale fornitura da parte della Russia all’Italia. In alcune città, infatti, per quanto riguarda luce, gas, gasolio per riscaldamento e combustili solidi, si è addirittura arrivati al raddoppiamento della soglia.

In cima alle classifiche tra i cittadini più tassati ci sono gli abitanti di Bolzano, dove la spesa per luce e gas è decollata del 112,9%, e poi quelli di Trento con una spesa superiore a 109,2%, ossia oltre il doppio rispetto a prima.

In opposizione, invece, sul gradino più basso del podio c’è Lodi con 79,8%, seguita da altre città della Lombardia. Seguono le città di Milano che segna +78,2%, Varese +78,1% e Cremona con +77,4%. Ma un record tra le città meno svantaggiate si registra al sud con Reggio Calabria al 52,1%, Cagliari e Napoli con 53,2%.

Per quanto, invece, riguarda per l’alimentazione e le materie prime, si sono registrati in alcune città dei rincari. Come Catania con l’11,1%, che registra un aumento di 643 euro della vita media familiare e Imperia 11% con un aumento di 589 euro annui e poi anche Sassari con il 10%.

Seguono la classifica con cibo e bevande Palermo con il 9,9%, Teramo con il 9,6%, Cosenza 9,5%. Mentre in settima posizione va Ascoli Piceno con 9,3% e poi Trento, Gorizia, Pescara e Messina, tutte con il 9,2%.

Contrariamente al rincaro delle bollette che si registra maggiormente incisivo al nord, per le materie prima si mantiene basso. Infatti, nella città di Milano crescono del 4,7%, a Mantova del 5% e a Como del 5,2%. La metà di quelli registrati al sud.

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