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04 Agosto 2020

Pubblicato il

Richetti (Azione): “Un piano per le riaperture basato su indicatori scientifici”

di Redazione

Intervista a Richetti (Azione) che propone un piano per le riaperture basato su indicatori scientifici che fanno scattare in automatico chiusure e aperture

Matteo Richetti (Azione), Mes
Matteo Richetti (Azione),

Richetti (Azione) intervistato da RomaIT.

Siamo nel pieno della fase 2, il Paese ha bisogno di ripartire ed è necessaria una programmazione sui modi, i tempi e le misure di sicurezza di cui avvalersi.

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Abbiamo chiesto a Matteo Richetti quali siano le proposte di AZIONE?

Della fase 2 esiste solo il nome. Prosegue un modo di gestire l’emergenza “alla giornata”, senza strategia, senza pianificazione. Non sono state adottate delle differenziazioni su base regionale analizzando dati, posti letto e indici di positivi per abitanti, non è previsto uno screening ragionato da cui partire, non si sono adottati provvedimenti per aumentare i posti delle specializzazioni per i laureati in medicina -di cui in questo periodo abbiamo finalmente compreso l’importanza in fondo- e sul sistema scolastico e universitario si brancola nel buio, come se fosse una questione secondaria. Si stanno continuando a chiedere sacrifici e comportamenti di buon senso da parte dei cittadini, che hanno fatto la loro parte. Ora è arrivato il momento per le istituzioni di farsi carico, se ne sono capaci, delle esigenze del paese. Imprese e famiglie italiane stanno attrezzando una faticosa ripartenza e il Governo si prende due mesi per fare un decreto annunciato in marzo, chiamato “aprile” e a maggio inoltrato non è ancora stato approvato.

Quindi?

Quindi ciò che non ha fatto il Governo lo abbiamo proposto noi di Azione: un piano per le riaperture basato su indicatori scientifici che a seconda delle rilevazioni di contagi, tamponi, test sierologici e posti in terapia intensiva fa scattare automaticamente chiusure e aperture senza aspettare le conferenze stampa a reti unificate del Presidente del Consiglio.

Certo stare all’opposizione è più comodo, si può urlare più forte. Il sen. Richetti (Azione) ne è consapevole…

Questo è il modo di fare opposizione di Salvini e Meloni, è quello più facile. Si prendono i mal di pancia, le inefficienze, le mancate risposte del Governo e si cavalca il rancore crescente. Poi c’è il nostro modo di fare opposizione. Il Governo dimentica le partite IVA? Noi presentiamo l’emendamento. Il Governo umilia gli specializzandi in medicina? Noi diamo battaglia, costruiamo la proposta e troviamo le coperture. Loro mettono  soldi per Alitalia? Noi per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese.

Ma anche il Governo lo vuole fare…

Si però a fronte di 27miliardi di debiti se ne pagano 13. A fronte di 22 mila borse necessarie per i laureati in medicina se ne finanziano 13 mila. Si blocca l’IRAP dopo che le imprese a novembre 2019 hanno pagato come anticipo tra IRAP e IRES quasi 22 miliardi di tasse. Ma chi vogliono prendere in giro? Affrontano i titoli delle questioni mentre le proposte sono lacunose e insufficienti. Senza contare il vergognoso balletto offerto su immigrazione, scarcerazione dei boss mafiosi, nazionalizzazione delle imprese. Siamo nel momento peggiore dal dopoguerra con il peggior Governo di sempre.

Corrono voci sempre più insistenti sulla formazione di un possibile Governo di unità nazionale, lei sarebbe favorevole?

E’ evidente che con questo Governo non si va da nessuna parte. Conte, in questa fase, ha palesato tutti i limiti che denunciavamo già mesi fa. E’ impossibile pensare di affrontare le conseguenze economiche a cui dovremo far fronte con il tasso di approssimazione e superficialità a cui abbiamo assistito. Le rispondo senza giri di parole: vorrei Draghi invece che Conte, Cantone invece che Bonafede, Gentiloni invece che Di Maio, Calenda invece che Patuanelli, Becchetti invece che la Catalfo. Ci aspettano mesi da far tremare i polsi, la politica non può mostrarsi inadeguata.

 
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