18 Settembre 2021

Pubblicato il

Retake Roma al Forte Ardeatino

di Redazione
I Retakers di Eur e Montagnola all'opera al 'Parco dei Granai' per ripulire sporcizia ed erbacce

"Non mettete soltanto 'Mi Piace', attivatevi in prima persona". E'  questo l'appello di Carlo, responsabile del gruppo Facebook Retake Roma Eur, e coordinatore delle attività dello stesso. Abbiamo incontrato Carlo in occasione del primo Retake al Forte Ardeatino, meglio conosciuto come il Parco dei Granai, il centro commerciale di Roma '70. Un Retake congiunto, che ha visto attivarsi anche i volontari del decoro fai-da-te del gruppo Montagnola. 

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Siamo, dicevamo, al Forte Ardeatino. Una zona franca, dove ancora restano alberi e un po' di verde, incastonati tra i palazzi di via di Grotta Perfetta e il Centro Commerciale I Granai. Una zona franca anche per le istituzioni, dimenticata, molto spesso, da chi-di-dovere. Non certo, però, dimenticata dai residenti, che anzi godono a pieno del parco, stando attenti a non mettere i piedi in qualche erbaccia troppo alta. In loro soccorso, sono arrivati gli 'angeli urbani', muniti di pettorina, guanti, scope, sacchi dell'immondizia e rastrelli. Ma, soprattutto, olio di gomito e forza di volontà: circa una decina di cittadini hanno deciso di dare un nuovo volto al parco, di fare almeno il grosso, sperando che qualcuno li segua in futuro, sperando di riuscire a trasmettere senso civico e amore per Roma. E l'obiettivo sembra essere stato raggiunto: poco prima di prendere il via, i volontari sono stati affiancati da una signora anziana che li ha ringraziati: "Bravi, finalmente!".

La speranza, certo,  è anche quella che poi la manutenzione venga portata avanti da chi è preposto a tale scopo. Sì, perché al Forte Ardeatino c'è anche un piccolo Parco Giochi, frequentatissimo il pomeriggio dai bambini, accompagnati dai genitori o dai nonni, considerando anche che si trova a due passi due da un complesso scolastico – materna, elementari, medie. Peccato, però, che le giostre siano malmesse. Una è stata da poco recintata: 'Attenzione! Vietato l'uso. Attrezzatura pericolosa chiusa al pubblico' – questa la scritta su di un foglio apposto a monito degli avventori.

E questa zona, dimenticata da chi-di-dovere, sembra aver chiamato i volontari del decoro. Dal 21 agosto, giorno della nascita del gruppo Retake Roma Eur, i cittadini volontari hanno già svolto 15 azioni di pulizia sul territorio dell'Eur e dintorni, comprese le zone del Tintoretto, di Roma '70 e del Serafico. Questa di oggi al Forte Ardeatino è la sedicesima, e non sarà l'ultima: "In programma ne abbiamo già altre due" – ci spiega Carlo. "Proprio perché sappiamo che è una zona, come dire, abbandonata ma anche frequentata da parecchi bambini – continua – abbiamo deciso di intervenire. Tra l'altro questo è il primo parco su cui agiamo. Abbiamo deciso di unire le forze per pulire quest'area cittadina inziando almeno a rimuovere il grosso delle erbacce". A fine Retake ci comunicano che sono stati raccolti più di 20 sacchi.

Sono 300 circa gli iscritti, ad oggi, al gruppo dell'Eur. Quelli attivi sul territorio, circa 40. Cifre alte, molto alte, se si considera la (per ora) breve vita del gruppo. Retake è nato in realtà 4 anni fa, ma il boom si è registrato proprio a luglio di quest'anno, quando anche i media hanno iniziato ad interessarsi al fenomeno, sollecitando l'attenzione e la curiosità di molti. "A fine mese facciamo delle riunioni, per definire prossimi obiettivi e aree d'intervento. E ne approfittiamo per incontrarci". Perché Retake è anche questo: non solo pulizia, ma anche coesione sociale. Che poi è la forza motrice del movimento, è la spinta iniziale ma anche l'approdo finale.

Attaccamento al territorio, amore per la città: queste le parole d'ordine. Perché – continua Carlo – "la nostra casa non si ferma al portone, ma è tutta la città, e come tale dovremmo trattarla". E lo sanno bene gli iscritti agli ormai 55 gruppi del Retake, che si districa e si articola nei vari quartieri di Roma. E a chi torna ad imbrattare quei muri puliti, loro promettono: "Non ci arrendiamo".

 
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