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25 Maggio 2022

Pubblicato il

Referendum Eutanasia Legale in Italia, da Maraini a Parisi i nomi pronti a votare sì: tra loro anche un sacerdote

di Redazione
Durante l'estate 2020 erano state oltre 1.240.000 le firme raccolte per poter richiedere il referendum
Malati o anziani chiedono di porre fine alla propria vita

Sono già oltre 100 i nomi di chi ha scelto di sostenere il referendum Eutanasia Legale, promosso e finanziato dall’Associazione Luca Coscioni, ed è pronto ad attivarsi e a votare sì, nel caso in cui il referendum sia considerato ammissibile dalla Corte Costituzionale. Ricercatori, medici, magistrati, accademici, ma soprattutto persone, familiari, caregiver che hanno vissuto o vivono ancora oggi sulla propria pelle la sofferenza che comporta la mancanza di norme che regolino il fine vita nel nostro Paese.

I sostenitori del sì, anche un sacerdote

Tra i nomi figurano quello del premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, la scrittrice Dacia Maraini, il matematico Piergiorgio Odifreddi, il teologo Vito Mancuso, Carlo Rovelli, fisico e saggista, Don Ettore Cannavera, sacerdote cagliaritano, Chiara Rapaccini, scrittrice e compagna di Mario Monicelli, Massimo Recalcati, psicanalista e saggista, e Ersilia Vaudo Scarpetta, astrofisica, esperta di inclusione nella scienza.

Tra gli altri anche numerosi magistrati, tra cui Gherardo Colombo, scienziati, come Michele De Luca, ma anche Carmen Carollo e Valeria Imbrogno, mamma e compagna di Fabiano Antoniani, Mina Welby, moglie di Piergiorgio, Beppino Englaro, papà di Eluana. Una lista destinata ad aumentare nelle prossime ore.

“Siamo grati al primo gruppo di persone che si uniscono ai promotori nell’impegnarsi per il sì al referendum eutanasia legale”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretario nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

“Nella distrazione assoluta delle forze politiche, è fondamentale che la spinta per il referendum sia arrivata proprio da parte di chi vive in prima persona la realtà della malattia e della disabilità, insieme a grandi personalità del mondo della scienza e della cultura.

E’ una nuova tappa di un percorso iniziato 15 anni fa grazie al coraggio di Piergiorgio Welby e che oggi, con l’Associazione Luca Coscioni, portiamo avanti anche nei Tribunali per difendere i diritti di persone, come i marchigiani Antonio e Mario, costretti a sostenere persino un calvario giudiziario, in aggiunta a quello fisico e psicologico dovuto dalla propria condizione, per poter vedere rispettato il diritto a porre fine alle proprie sofferenze in Italia”.

Oltre 1.240.000 le firme raccolte

Durante l’estate 2020 erano state oltre 1.240.000 le firme raccolte per poter richiedere il referendum su un tema ancora non affrontato dal Parlamento italiano, nonostante i richiami della Consulta: il diritto a scegliere di essere aiutati a porre fine alla propria vita.

Il referendum, infatti, vuole abrogare parzialmente la norma penale che impedisce l’introduzione dell’Eutanasia legale in Italia (il cosiddetto omicidio del consenziente, previsto dall’art. 579 c.p). Il quesito referendario era stato depositato in Cassazione il 20 aprile 2021, dai leader dell’Associazione Luca Coscioni insieme a rappresentanti del Comitato Promotore costituito da decine di associazioni, movimenti e organizzazioni (qui la lista completa) (Comunicati/Dire)

Paesi Bassi, eutanasia e suicidio assistito

Nel 2002 i Paesi Bassi hanno approvato la legge che legalizza l’eutanasia, compreso il suicidio assistito. Nell’eutanasia il medico fa l’iniezione letale, mentre nel suicidio medicalmente assistito porge al malato il bicchiere da bere con il farmaco che porrà fine alla sua esistenza.

Nel 1991 Huibert Drion, giudice della Corte Suprema, firma un articolo sul Nrc Handelsblad (quotidiano dei Paesi Bassi) nel quale afferma: “Mi sembra che molte persone anziane potrebbero trovare grande conforto se potessero avere un modo per porre termine alla propria vita in modo accettabile nel momento in cui sembra loro giusto”.

Drion propone di limitare questa possibilità a persone che vivono sole, a partire dai 75 anni. Ne seguì un dibattito pubblico lungo e acceso, che si tradusse nell’iniziativa “Uit Vrije Wil” (Per libera scelta) con cui nel 2010 vennero raccolte 116.871 firme per “legalizzare il suicidio assistito di persone anziane che ritengono la propria vita completata”.

 

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