19 Maggio 2021

Pubblicato il

Palazzo Nardini di Roma sede Museo strumenti musicali, perché no?

di Redazione

La proposta a costo zero dell'Associazione Mica Aurea

“Palazzo Nardini di Roma va tutelato da tre rischi: il degrado, la speculazione, l’occupazione”. Queste sono le parole del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, in merito all’occupazione dell’ex Casa delle Donne, in via del Governo Vecchio, da parti di alcuni movimenti aderenti alla campagna cittadina ‘De-Liberiamo Roma’.

Dichiarazioni, queste, che hanno soddisfatto l’Associazione culturale del centro storico Mica Aurea, che ha ben accolto “l’interesse per una soluzione dei problemi legati a questo prestigioso Palazzo”.

Ma l’Associazione si spinge oltre. “Consapevoli dei sicuri rischi per il quattrocentesco immobile del Governo Vecchio rispetto ad una inizialmente paventata soluzione burocratica (con lo strascico dei necessari e pesanti adeguamenti edilizi strutturali alle normative del lavoro) – dichiara l’Associazione – sarebbe auspicabile avere garanzie per la soluzione del comodato gratuito da parte della Regione Lazio per una rigida destinazione museale pubblica”.

Ed ecco la proposta: “Vogliamo suggerire la soluzione a costo zero per risolvere contemporaneamente un’altra annosa ‘spina nel fianco’, questa volta dell’amministrazione dei Beni culturali dello Stato: la definitiva sistemazione delle collezioni del Museo Nazionale degli strumenti musicali di Roma”.

Collocate dal 1974 negli (inadeguati) spazi di una ex caserma regia, Palazzina Samoggia, a ridosso di piazza S. Croce in Gerusalemme, secondo Mica Aurea, “le collezioni di strumenti musicali più importanti del mondo, potrebbero finalmente trovare giusta valorizzazione, visibilità e spazi – dei 2500 strumenti, 1500 non possono essere esposti – e riaccendere interessi per nuove acquisizioni e donazioni. Un progetto culturale alto diverrebbe così finalmente credibile e visibile entrando a pieno merito tra le istituzioni museali più prestigiose d’Italia e d’Europa”.

In questo modo, non solo si troverebbero per il Museo “giusti e meritati spazi nel centro storico in un palazzo prestigioso”, ma si proseguirebbe anche nel solco della “tradizione museologica romana di saper conciliare arte e architettura, contenuto e contenitore, esigenze turistiche e tutela”.

Questa soluzione – sostiene Mica Aurea – andrebbe anche a vantaggio del MIBACT che “potrebbe parimenti vedere soddisfatte con spesa nulla – la palazzina è già ristrutturata – le esigenze, più volte frustrate in passato, di prendere possesso proprio della Palazzina Samoggia per ampliare gli uffici del dipartimento dello Sport, del cinema e lo spettacolo dal vivo e, ora, anche del turismo, già presenti nella adiacente Palazzina Capocci. Spese pochissime invece, da quel che sappiamo – prosegue l’Associazione – per Palazzo Nardini, che ha avuto da pochi anni i tetti rinnovati”.

La speranza dell’Associazione Mica Aurea è che si sappia “cogliere, senza spreco di danaro pubblico, l’opportunità di istituire un Museo che c’è ma non esiste – il Museo degli strumenti musicali non è mai stato formalmente istituito – e di salvare un palazzo prestigioso del centro di Roma rimasto sconosciuto, nell’anno del Signore 2014, ad una intera generazione di trentacinquenni”.

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento