17 Settembre 2021

Pubblicato il

Omicidio Magliana: “Je suis Sara”. Pensieri di un eroe codardo

di Redazione
Ma io dov'ero? Sono indignato da tanta indifferenza, dalla vigliaccheria di chi chi fugge, scappa, fa finta di non vedere

Ma io dov'ero? Non ero presente, non so, non chiedetelo a me. Di sicuro sono indignato da tanta indifferenza, dalla vigliaccheria di chi chi fugge, scappa, fa finta di non vedere, soprattutto in tempi come questi. Magari era drogata… Dopo tutto che ci fa una ragazza a quell'ora di notte per strada, stravolta da un male che saranno affari suoi, da un demone che la perseguita o forse da un poco di buono che l'ha adocchiata in una discoteca della zona, in un bar, o da uno dei tanti balordi che ci provano normalmente con tutte? Ah, di sicuro a mia figlia non sarebbe successo, le ho impartito una buona educazione io, così come sua madre! Sono un uomo irreprensibile io, mica sono chiacchiere! Io, io, io, io, io… Ma io dov'ero quella notte? Ero a casa mia, dormivo, ho saputo della tragedia stamattina, è terribile.. Ma io dov'ero? Io sono qui, a giudicare, a condannare tutti quegli smidollati che non hanno alzato un dito, falsi ciechi, della cecità della convenienza.

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Sarei stato come il buon samaritano io! Io, io, io, io… Che vergogna! Ma io dov'ero? Io sono qui, a giudicare, lo dirò cento volte ancora: sono qui a giudicare, ma nello stesso tempo sento una morsa feroce che mi soffoca l'anima, che mi toglie il respiro, che mi spezza il cuore. Ma io dov'ero? Io sono qui, tra i censori, insieme a tutti quelli che giudicano, che si scandalizzano, che si travestono da eroi potenziali, perchè se ci fossero stati, non sarebbe accaduto nulla, sarebbero intervenuti e avrebbero costretto il mostro a farsela sotto dalla paura. Ma io dov'ero? Io sono qui, Sara e provo un inferno di fiamme che mi divora la coscienza. Io non c'ero quella notte, ma se fossi stato presente, sarei sprofondato nella mia vigliaccheria  e nel tetro, disumano'abisso dell'indifferenza, in attesa di ergermi a giudice, vestito di un abito ricamato d'oro, come un personaggio mitologico, un giustiziere inviato dalla provvidenza.

Perdonami Sara, mi domando continuamente la stessa cosa. Dov'ero quella notte? Ero intento a preparare un bel discorso, un sermone come questo, con lo scopo di farmi notare. Perdonami Sara, cerco di convincermi del contrario e almeno in questo sono davvero sincero, credimi. Forse sarei fuggito anch'io come un miserabile o forse no ma sento dentro di me una ferita che brucia. Non sarà mai dolorosa, lancinante come la tua ma è un interrogativo che non mi dà pace e più passano i giorni e più si trasforma in una certezza. Dov'ero Sara? Dov'ero io quella notte? Ero da un'altra parte, in attesa di dire la mia, con la voglia feroce, insaziabile di giudicare, senza rendermi conto che stavo velocemente sprofondando nella melma della mia infinita codardia, aggiungendo al tuo immenso dolore, la spada affilata del mio giudizio, donandoti la falsa illusione della certezza che sarei stato al tuo fianco.

 
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