05 Marzo 2021

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Marino a colazione con il reduce di Cracovia

di Redazione

Nuova gaffe per il sindaco, tra le spese spunta un’altra anomalia

Roma con il fiato sospeso tra speranze e timori. Sono attimi concitati quelli che potrebbero segnare l’uscita di scena di uno dei sindaci più discussi che la Capitale abbia mai ricordato: il sindaco Ignazio Marino, da quasi un’ora riunito in Campidoglio con la sua giunta tra cui gli assessori del PD che, secondo quanto comunicato da Carla Ruocco, esponente del direttorio del M5S, si sarebbero dimessi.

Rumors insistenti sulle sue imminenti dimissioni circolano già da ieri, non ostante il tentativo maldestro del primo cittadino di metter a tacere lo scandalo riguardante le presunte cene familiari, imputate alle spese di rappresentanza, pagate con la carta di credito avuta in donazione dall’Amministrazione capitolina. 

In totale si tratta di circa 20mila euro in due anni, spesi “per rappresentanza” e “nell’interesse della città”, stando a quello che dichiara il primo cittadino che, per stemperare il clima, si era persino detto disposto “a regalarli tutti di tasca mia a Roma e di non avere più una carta di credito del Comune a mio nome”. 

Tra i pagamenti contestati, effettuati con la carta del Comune di Roma, pranzi e cene da centinaia di euro a cui gli stessi commensali negano di aver preso parte e che i ristoratori disconoscono, balza all’occhio anche un importo ridicolo: una colazione da 8,67 Euro.

Il pagamento, effettuato in data 19/10/2013 a Cracovia, in favore del risotrante “Novotel Krakow City West,“è relativo” – secondo quanto recita il giustificativo firmato dal sindaco – “ad una colazione offerta ad un reduce dell’olocausto in viaggio con gli studenti e la rappresentanza istituzionale”.

Il documento ufficiale, circolato clandestinamente sul web a tempo di record, ha innescato un valzer di commenti, condivisioni ed un giudizio unanime da parte degli internauti: “E’ vergognoso che abbia usato la carta per quell’importo, avrebbe dovuto tirarli fuori di tasca sua!”.

Anche se non è ancora possibile stabilire se il sindaco abbia fatto un uso improprio o fraudolento della carta di credito comunale, questione su cui la Procura ha aperto un procedimento che per ora è senza indagati e senza ipotesi di reato, è certo che, quel giorno a Cracovia, il primo cittadino ha fatto volentieri ricorso ai soldi dei romani persino per coprire un piccolo gesto di generosità. 

 
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