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Mafia Capitale, Esposito: “PD non rompa i coglioni a Marino”

Esposito: “Nel Pd contesto malato”. E poi, su Tassone: “Mi aspettavo il suo arresto”

“Nel Pd contesto malato. I compagni romani devono smetterla di rompere i coglioni a Ignazio Marino. L’arresto di Tassone? Quando lo abbiamo fatto dimettere non c’era soltanto una valutazione politica.  Mi aspettavo il suo arresto”. Stefano Esposito, commissario del Partito Democratico a Ostia, è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Cusano Campus nel corso del format ECG Regione condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.

Inevitabile un commento sugli ultimi sviluppi di Mafia Capitale. “Questa seconda tornata di arresti la si aspettava e io la accolgo benissimo. Non posso che essere lieto del fatto che la magistratura abbia fatto questa ulteriore operazione. Mi dispiace moltissimo che ci siano nomi di esponenti del Partito Democratico. Ho la sensazione che gli arresti in generale non siano terminati”. 

Il commento di Esposito su Tassone, ex minisindaco di Ostia. “Tassone? Quando lo abbiamo fatto dimettere non c’era soltanto una valutazione politica, ma anche una valutazione dettata dalla poca chiarezza degli elementi che mi erano stati messi a disposizione. Confermo la giustezza della mia valutazione. Mi dispiace, ovviamente, che compagni di partito finiscano in situazioni del genere. Si è innocenti fino al terzo grado di giudizio, ma la procura di Roma è una Procura seria. Non mi sorprende l’arresto di Tassone, anzi me lo aspettavo. Mi auguro che Tassone possa dimostrare la sua innocenza, dal mio punto di vista di commissario sono contento di aver proceduto alla rimozione del presidente e alla caduta della giunta. Ho parlato molte volte con Tassone e non ho mai avuto l’impressione che mi raccontasse la verità fino in fondo. Queste sono valutazioni che si basano anche sulla sensazione e l’esperienza politica che uno ha. Le dimissioni le ha date lui, se dovessimo dire oggi che le ha date di spontanea volontà diremmo una mezza bugia. Lo abbiamo aiutato a dimettersi . A Tassone il fatto che lui non sia più presidente del Municipio probabilmente ha evitato di andare in carcere questa mattina e di essere invece agli arresti domiciliari”. Tassone finito in un gioco più grande di lui? “È un’impressione che confermo, lui era impaurito, questa è una delle cose che mi ha colpito di più, diceva bianco pur sapendo che era nero. Forse era minacciato, forse semplicemente conosceva cose che io non potevo conoscere”.

Esposito contrario allo scioglimento del Comune di Roma per infiltrazioni mafiose. “Tutti ora se la continueranno a prendere con Marino. Io però vorrei davvero che si cominciasse a dire che è evidente che il PD ha delle profonde responsabilità ma questo il partito lo ha capito. Orfini non è andato giù col fioretto, nemmeno io ad Ostia. E guardate che Ignazio Marino è davvero un sindaco che si trova a lavorare in un contesto complicatissimo. Io mi auguro che il Comune non venga sciolto, perché credo che non produrrebbe comunque gli effetti necessari. Di sicuro nessuno potrà dire che Marino ha le mani sporche. Questo sindaco per Roma è la migliore garanzia”. 

Esposito replica ad Anzaldi. Anzaldi, deputato PD, ha detto poche ore fa che Marino è un sindaco senza passione. Durissima la replica di Esposito. “Nel Partito Democratico c’è un contesto molto malato. Molto malato. Ci abbiamo messo le mani fin dalle prime avvisaglie, di sicuro Orfini non si sta risparmiando. Le dichiarazioni di Anzaldi che ha detto che a Roma le cose non vanno e che Marino non ha passione? Anzaldi più che occuparsi della passione di Marino dovrebbe preoccuparsi del problema che tre consiglieri del PD sono stati arrestati. Parlare d'altro è poco comprensibile, bisogna imparare a stare zitti, meglio tacere che dire cazzate. Oggi Anzaldi è stato servito. Cosa dirà? Che il problema è la non passione di Marino? A Roma i miei compagni di partito secondo me non hanno ancora capito: il problema non è continuare a cercare di colpire Marino, sia per il Pd che per l'amministrazione. Mi aspetterei dai compagni romani un po’ di autocritica, questo tiro al piccione nei confronti di Marino è incomprensibile, ma è possibile che davanti a una situazione del genere il problema sia lui? Lo aiutino Marino invece di fare il tiro al piccione. Lo aiutino Ignazio Marino. Lo dico con una certa sofferenza: che la smettano di rompere i coglioni a Ignazio Marino”.

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