23 Settembre 2021

Pubblicato il

Mafia Capitale, Alfano: no a scioglimento Comune di Roma

di Redazione
Sabella parla di “pienissima identità di vedute tra Roma Capitale” e il Viminale

Sembra essere definitivamente scongiurato il pericolo di “scioglimento” per il Comune di Roma, diversamente da quanto avvenuto in Municipio X. Sebbene la questione Mafia Capitale sia solo all’inizio, e nonostante lo stesso ministro degli Interni Angelino Alfano in conferenza stampa a Palazzo Chigi abbia parlato di “una situazione amministrativa” che sembra essere “caratterizzata da gravi vizi di legittimità e procedurali che richiedono interventi e correttivi da parte dell’amministrazione capitolina”, Roma non subirà alcuno scioglimento per mafia.

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“È indubbio – dice Alfano – che dalle risultanze della Commissione d’accesso emerga una situazione amministrativa della città di Roma caratterizzata da gravi vizi di legittimità e procedurali che richiedono interventi e correttivi da parte dell'amministrazione capitolina. Noi abbiamo impostato la questione dentro i termini della legge, la legge prevede la possibilità di un commissariamento per il quale non abbiamo  ritenuto sussistere i presupposti”. Al tempo stesso, però, “un supporto amministrativo da parte del Viminale è auspicato per correggere amministrativamente la rotta e per estirpare quegli elementi che possano continuare a rendere negativa la gestione amministrativa. Questa è la logica dentro la quale si muoverà il prefetto di Roma ed è una logica di interlocuzione con il sindaco e di pianificazione di interventi”, aggiunge Alfano.

Positivo il commento dell’assessore alla Legalità Alfonso Sabella, il quale parla di “pienissima identità di vedute tra Roma Capitale” e il Viminale: “Sulle conclusioni della relazione del ministro Alfano”, dice Sabella a SkyTg24, “c’è stata pienissima identità di vedute tra Roma Capitale e le decisioni adottate dal ministro dell'Interno. Fin dall’inizio di questa storia abbiamo sostenuto che la norma da applicare a questo caso era un’altra e non c’erano le condizioni per lo scioglimento di Roma Capitale per mafia”.

 
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