05 Marzo 2021

Pubblicato il

Le ambulanze pagano il pedaggio? I volontari protestano

di Redazione

Manifestazione in piazza Montecitorio contro la disdetta della convenzione da parte di Società Autostrade per l'Italia

Manifestazione a Montecitorio. In piazza, ci sono i volontari dell’Anpas e della Confederazione Nazionale delle Misericordie – molti di loro provenienti da tutta Italia – per protestare contro la disdetta di Società Autostrade per l’Italia del servizio Telepass: le ambulanze e i mezzi di soccorso, fino a prima della disdetta, erano esenti dal pagamento.

“Da maggio  le ambulanze, i mezzi di soccorso e di protezione civile dei volontari di Anpas e Misericordie dovranno fermarsi ai caselli autostradali e 'giustificare' la natura del servizio svolto a Società Autostrade per l'Italia – spiega in una nota l'Anpas, l'Associazione nazionale pubbliche assistenze – Il risultato è che i viaggi effettuati per trasporto sanitario non vengono considerati impegnati nell'espletamento del relativo specifico servizio e quindi non riconosciuti”.

L'accordo fra la Società Autostrade per l'Italia e le due Associazioni di volontariato sulla fornitura in comodato gratuito dei telepass che in automatico esentavano le ambulanze dal pagamento del pedaggio risale al 1999. La disdetta, invece, è arrivata la scorsa estate e sarà attiva a partire dal 1 maggior 2014.

“L' 8 luglio 2013 – ricorda ancora l’Anpas – la Società Autostrade per l'Italia Spa ci ha dato disdetta dell'accordo”. Da quel momento in poi, si sono succeduti una serie di incontri con il ministero dei Trasporti, con la Commissione Trasporti della Camera e la stessa Società Autostrade, in occasione dei quali le due organizzazioni di volontariato hanno proposto di modificare il Codice della strada e i regolamenti in materia di esenzione del pedaggio autostradale per la specificazione della definizione di veicoli adibiti al soccorso, facendo riferimento a quanto espresso dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea, recepita da una sentenza del Consiglio di Stato,  in cui “si afferma – sottolinea la nota – che 'i servizi pubblici di soccorso comprendono solitamente sia i servizi di trasporto medico d'urgenza sia servizi di trasporto sanitario qualificato' ”.

 
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