16 Luglio 2021

Pubblicato il

“La Buona Scuola” non divide se ci si oppone uniti

di Redazione

Così a Roma, alla Garbatella, il liceo Socrate ha deciso di combattere le direttive del Ministero difendendo i poteri degli organi collegiali

Capire la definizione di buono e cattivo qui è proprio difficile, ci asteniamo e raccontiamo i fatti. Una delle indicazioni date dalla Legge 107, quella detta della “La Buona Scuola” è che ci sarebbe un aumento salariale per i docenti che meritano. Questi devono essere scelti dal Comitato di Valutazione interno.

Fare una valutazione è la cosa più seria che ci sia in ogni ambito ad esempio dello studente, della scuola, del territorio, dei lavoratori, delle strutture edilizie, di progetti o di risultati di indagini e ci sono diverse valutazione secondo i tempi in cui si svolgono. Valutare senza mezzi e senza strumenti è una indicazione bizzarra e pericolosa: così può solo essere svolta per l’effetto “alone” se c’è, o per parentela, o per simpatia, quindi arbitraria e del tutto soggettiva. Al Dirigente, l’ultima parola. Come volevasi dimostrare, sono nati i malumori, le insoddisfazioni e le insofferenze un po’ ovunque, che serpeggiano e sibilano.

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Le cronache ne sono piene. Senza valutazione e senza controllo spesso sentiamo domandare: “Chi doveva controllare?” La cronaca è colma di furbi: falsi invalidi, falsi impiegati, troppi truffatori. Nessuno sa o vuole controllare, ci si gira dall’altra parte per “il quieto vivere” per pensare agli affari propri. Questa volta no. Esiste un modo per difendersi e non cadere in trappola: essere parte attiva decisionale senza far scivolare i fatti.

Così a Roma, alla Garbatella, il liceo Socrate in sede di Consiglio d’Istituto ha deciso di combattere le direttive del Ministero difendendo i poteri degli organi collegiali. Hanno detto no alla “provocazione”. Hanno deciso tutti insieme di non cadere nel finto luccichìo di poche monete e non hanno eletto nessuno, facendolo sapere. In accordo, docenti e rappresentanti degli studenti e dei genitori, non hanno accettato la logica di competitività esasperata promossa dalla così detta Buona Scuola.

Prima dell’approvazione della Legge 107 si era aperto un forum istituzionale in cui ognuno poteva apportare la sua esperienza. Molti docenti di associazioni professionali, avevano postato riflessioni su quasi tutti i punti; avevano posto criticità, condiviso e dibattuto, ci credevano. Sembrava veramente come era stato detto: che fosse voluta e pensata da tutti. Non è stato così.

A scuola passa l’universo sociale, si fa scuola vera, non la “buona scuola.”

 
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