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Roma, incidente Boccea: parla la sorella di uno dei minori ricercati

Il vicesindaco Nieri: “Pene con il massimo rigore, ma no strumentalizzazioni”

“Stiamo provando a chiamarlo al telefono ma non risponde, non sappiamo dove è”. Irraggiungibile, al momento, uno dei due minori ricercati per l’incidente di ieri, in zona Boccea: una macchina, con a bordo alcuni rom, non rispettando l’alt intimato dalla Polizia è fuggita, investendo una donna, poi morta, e lasciando a terra altri 8 feriti. A parlare, secondo quanto riferisce l’agenzia ANSA, è la sorella del ragazzo. “Se torna qui lo porteremo dal magistrato che deciderà cosa fare”, conclude.

Da parte sua, il vicesindaco di Roma Luigi Nieri, assicura: “Siamo in costante contatto con la Prefettura e la Questura per conoscere gli sviluppi di questa assurda vicenda e per accertarci che i responsabili di questo atto criminale siano presto assicurati alla giustizia e puntiti con il massimo rigore”. Nieri, però, avvisa di non voler accettare strumentalizzazioni: “Non possiamo accettare, nella maniera più assoluta, che episodi tristi come questo vengano strumentalizzati da quattro accattoni di voti che soffiano sulla rabbia delle persone e alimentano tensioni che avvelenano i nostri quartieri”. Quello di ieri, secondo il vicesindaco di Roma, “è un incidente drammatico causato da comuni delinquenti che scappavano dalla Polizia. E la delinquenza non ha colore né etnia”.
 

AGGIORNAMENTO ORE 17.15. Il ragazzo in questione, secondo quanto riferisce un’ANSA di poco fa, sarebbe il marito della 17enne bosniaca arrestata. La coppia viveva nel campo della Monachina, nel quartiere ovest della Capitale, ed ha un bimbo di 10 mesi. Sembra che i due ieri fossero diretti insieme a una terza persona verso l’ospedale.

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