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24 Maggio 2022

Pubblicato il

II Municipio, Elena Improta lascia la Lista Marchini

di Redazione
Il Vicepresidente del Consiglio del II Municipio annuncia l'addio alla Lista Marchini, passando nel Gruppo Misto

Si è consumata pochi giorni fa la separazione tra Elena Improta, vicepresidente del Consiglio del II Municipio, e la Lista Marchini. Improta ha spiegato le ragioni della propria scelta dopo due anni di attività nella lista dell'imprenditore romano, non rinnegando la strada fin qui percorsa:

“Un’esperienza bellissima e una grande occasione, in un momento difficile. Un’opportunità di cui sono davvero grata. Questi i miei due anni nella Lista Marchini. Oggi è arrivato il momento di salutarci. Serenamente.

Lavorare duro, esserci sempre, manifestare il proprio dissenso, lamentando l’invisibilità del gruppo strategico (o Giunta molto ombra…che dir si voglia), denunciare l’imprudente e poco lungimirante deriva a destra, vuol dire semplicemente fare politica. Non sceneggiate”.

Elena Improta ha proseguito ripercorrendo il proprio impegno sul territorio:

“La riduzione della Lista Marchini ad un comitato elettorale o ad un’opposizione molto parlata, mi sta stretta. In Aula e nelle Commissioni del Municipio II mi occupo del territorio fattivamente e sono sempre presente alle riunioni della Direzione.

Ho avuto più pazienza di altri (praticamente tutti i consiglieri eletti sono passati ad altro da tempo, con me siamo a 13 eletti e 2 assessori ), nell’attendere uno statuto, una struttura e un programma. Pago l’impegno e la trasparenza che nessuno potrà mai togliermi, insieme alla dignità di un dissenso interno, compatibile in qualsiasi movimento democratico”.

“La Lista Marchini non può essere terra di nessuno, o meglio landa desolata nella quale chiunque trovi asilo (per quanto mi riguarda io fui chiamata da Alfio e non chiesi certo asilo dopo la mia polemica con il PD romano sulle primarie). Male accompagnati o peggio, accompagnati in un percorso politico da una compagnia rabberciata di ex e non FI, NCD, non è cosa né buona né giusta (la famosa battaglia al consociativismo dov’è finita?).

Manterrò il mio profilo civico, di ripudio degli estremismi e il senso di responsabilità nell’arginare il populismo. Il mio impegno politico per il territorio resta intatto. Così come il patto con i tanti che mi hanno sostenuto e continuano a farlo”.

 

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