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I Forconi si spaccano

Ferro e Chiavegato non saranno a Roma mercoledì. Calvani non molla: “Noi saremo in piazza”

Cominciano ad emergere le prime crepe all'interno del movimento dei Forconi. Due esponenti di spicco del calibro di Mariano Ferro e Lucio Chiavegato hanno invitato i loro seguaci, principalmente siciliani e veneti, a non aderire alla manifestazione prevista il 18 dicembre a Roma, in piazza del Popolo.

I due leaders temono infiltrazioni di movimenti estremisti alla manifestazione e inoltre sembrerebbero disposti ad aprire un dialogo con il governo.

"Tira una brutta aria. Noi volevamo portare in piazza le famiglie – ha dichiarato Ferro – ma non c'è il clima giusto. Non vogliamo essere coinvolti da chi cerca lo scontro con la polizia".

Chiavegato ha dichiarato: "La manifestazione la faremo ma non adesso, non siamo organizzati e temiamo di non gestire la sicurezza. Abbiamo già visto che c'è chi ha tentato di infiltrarsi nel movimento per motivi che non sono nel nostro spirito".

A questo punto prende corpo l'ipotesi di un' altra protesta dopo quello di mercoledì, che probabilmente si terrà prima di sabato 21 dicembre. La manifestazione del 18, infatti, è stata confermata dall'altro leader dei Forconi, Danilo Calvani.

"Non trattiamo con il governo, mercoledì noi saremo a Roma: la Questura ci ha dato il via libera. Sarà una manifestazione pacifica, dopo la quale manterremo il presidio a piazzale dei Partigiani", ha fatto sapere il 51enne di Pontinia.

In realtà il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha dato diposizioni ben precise: niente tende a Piazza del Popolo e nessun corteo. Verrà autorizzato soltanto un sit in. Mentre il il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, ha affermato: "Siamo assolutamente favorevoli a qualunque espressione democratica di dissenso rispetto a decisioni locali o nazionali. Tuttavia siamo molto attenti affinché tutto avvenga senza nessuna forma di violenza".

Al momento l'unica certezza sono i disagi che accompagneranno per tutta la settimana i cittadini romani: lo sciopero dei mezzi di oggi, le manifestazioni dei Forconi e le targhe alterne, che potrebbero essere il preludio al blocco totale del traffico qualora i livelli di inquinamento non dovessero diminuire.

 

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