17 Settembre 2021

Pubblicato il

Escobar: Paradise Lost

di Redazione
Il film d’esordio del regista romano Andrea di Stefano

Il film, in concorso nella sezione “Gala” al Festival Internazionale del Film di Roma, interpretato da Benicio Del Toro, ha già riscontrato un grande successo di critica e di pubblico. La trama è semplice: Nick (Josh Hutcherson) pensa di aver trovato il paradiso quando raggiunge il fratello in Colombia. Lagune turchesi, spiagge d’avorio e onde perfette rendono tutto come un sogno per questo giovane surfista Canadese. Poi incontra Maria (Claudia Traisac), una stupenda ragazza Colombiana. I due s'innamorano perdutamente e tutto va alla grande. Così è, finché Maria introduce Nick a suo zio: Pablo Escobar (Benicio Del Toro).

La pellicola è scritta e diretta da Andrea Di Stefano. Nato a Roma nel 1972, Di Stefano inizia la sua carriera come attore ma, desideroso da tempo di dirigere un film, capisce che è arrivato il momento di concretizzare la sua aspirazione quasi improvvisamente. L’idea prende vita quando un suo amico agente di polizia gli racconta una storia. La storia di un uomo al quale Pablo Escobar affidò la missione di nascondere il suo tesoro, prima della sua esecuzione, volendo tener la location segreta.

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Andrea Di Stefano ha avuto per lungo tempo un interesse per l’universo del crimine organizzato e per i suoi codici che “sono sempre gli stessi: non colpire donne o bambini, la famiglia è sacra e tu non puoi tradirla, pena perdere la fiducia di coloro che ti circondano”. Affascinato dall’episodio del tesoro e da questa figura criminale al di sopra della legge, il regista inizia a fare ricerche su Pablo Escobar e la sua vita.

“Penso che sia il criminale più odiato e ammirato in ugual misura. Persino oggi in Colombia le persone pregano per lui e pensano che sia stato un brav’uomo, come tantissimi altri lo considerano un mostro. Il fatto che lui fosse vicino alla sua famiglia mi è sembrata un'area extra da esplorare. Quando si guarda Il Padrino l’elemento chiave risiede non nel fatto che Marlon Brando e Al Pacino eliminano persone, ma in cosa si dicono l’un l’altro quando sono a casa, seduti attorno al tavolo di famiglia. Quindi ho visto la possibilità di strutturare una storia attorno al personaggio, con una personalità duale, il fatto che questo fosse Pablo Escobar rendeva il soggetto ancora più entusiasmante. Il mio istinto mi ha portato ad osservarlo e in piccoli tocchi , volevo apportare piccole sfaccettature per arricchire la trama”.

Di Stefano ha svolto un vero e proprio lavoro di ricerca, riportando alla luce ogni scarto di materiale, leggendo e guardando documentari. “Mentre lo studiavo, come approcciavo la verità sembrava difficile non mostrare solo il suo lato oscuro, quello criminale, parte della sua vita. Ho dovuto concentrarmi sulla sua vita privata. Ho avuto talmente tante informazioni su di lui che ho finito quasi convinto che mi piacesse”.

Anche per il produttore Dimitri Rassam “Escobar: Paradise Lost ha tutti gli elementi che le persone amano in un film. Noi sappiamo che Escobar è uno dei più potenti trafficanti di droga ma non vediamo mai cocaina, è tutto incentrato sulla famiglia.”

 
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