17 Settembre 2021

Pubblicato il

Emergenza rifiuti a Roma, ora il sindaco Marino non ha più scuse

di Redazione
Con la legge di competitività si dà la possibilità a Marino e Zingaretti di requisire gli impianti di Cerroni

Con l’approvazione, lo scorso giugno, della legge di conversione n° 89, né il sindaco di Roma Ignazio Marino né il presidente della Regione Nicola Zingaretti, avranno scuse verso i propri cittadini: il problema dei rifiuti e del relativo smaltimento può essere affrontato e risolto; e questa volta è proprio la legge a conferire anche al nostro sindaco il potere di agire.

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La promulgazione del nuovo testo rende effettiva la proposta del Governo che, con il decreto-legge 24 aprile 2014 n° 66, aveva stabilito e tracciato chiaramente tassative “misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale”. E’ il diritto oggettivo, dunque, a dare l’ok alle requisizioni; e lo si deduce dall’art. 14 della Legge di conversione, che recita: ‘Al fine di prevenire procedure d'infrazione ovvero condanne della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, per motivi di eccezionale ed urgente necessità, il presidente della Giunta Regionale del Lazio, ovvero il sindaco di uno dei Comuni del Lazio, possono adottare nei limiti delle rispettive competenze ordinanze contingibili e urgenti, con le quali disporre forme anche speciali di gestione dei rifiuti, compresa la requisizione in uso degli impianti e l'avvalimento temporaneo del personale che vi è addetto [..]’

Insomma, l’emergenza rifiuti nel Lazio e la persistente noncuranza dei nostri rappresentanti, fa diventare legge il decreto governativo ed impone misure ad hoc riservate a sindaco e presidente. Tante le critiche per questa nuova Legge, che Manlio Cerroni (‘re di Malagrotta’) – turbato dalla normativa – ha definito addirittura anticostituzionale per il suo lascia passare alle requisizioni. E sempre lo stesso Cerroni ha accusato l’approvazione e promulgazione del testo parlando di “leggi ad regionem”.

I dibattiti si alimentano giornalmente, ma per Zingaretti e per Marino non ci sono più vie di fuga: la possibilità di risolvere la questione inquinamento e rifiuti si trasforma in diritto/dovere. Chissà se il nostro sindaco, questo potere, avrà voglia di sfruttarlo…

 
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