15 Luglio 2021

Pubblicato il

Claudio Infusi alla sua 20esima Maratona

di Redazione

Su Francesco Totti: "Se fossi Prandelli lo porterei senz'altro ai Mondiali"

Claudio Infusi, senatore delle Maratone di Roma ed ex preparatore atletico dell’A.S. Roma, correrà oggi la sua 20esima edizione. Alle spalle, 40 Roma-Ostia finite, ma soprattutto un passato nel calcio. Di tutto questo, ne ha parlato ai microfoni di RadioRadio.

“I segreti per essere così longevi nello sport sono: vita sana e alimentazione sana, corretta ed equilibrata. E poi, tanto cuore e tanta passione” – dichiara. “Io – continua – in inverno mi alleno la mattina presto, quando ancora è buio. Indosso le mie scarpe catarifrangenti, il mio giubbotto fosforescente, e corro. Durante il periodo estivo è tutto più semplice; invece, quei 4-5 allenamenti settimanali in inverno sono difficili da affrontare. La domenica, poi, se non ci sono gare, si fa il lungo o il lunghissimo”.

Secondo Infusi, “la maratona si corre con le gambe”, ma anche e soprattutto “con il cuore e con la testa”.
“Io – spiega – ho fatto anche la 100 km del Passatore: dopo i 60 km, se non hai la testa, ti fermi”.

Come preparatore atletico, Infusi ha iniziato nella Roma Calcio. Era il 1979/80. “Poi abbiamo vinto lo scudetto nel 1982/83. Sono rimasto preparato atletico nella prima squadra, anche con Ericsson, in seguito con Ottavio Bianchi, poi Boskov. Infine, sono passato al settore giovanile, con Luciano Spinosi, Romeo Benetti; Bruno Conti era responsabile del settore giovanile. Anche col giovanile abbiamo vinto parecchi scudetti” – racconta.

Vuoi la tua pubblicità qui?

In quegli anni, Claudio Infusi ha curato e conosciuto parecchi giovani “che oggi viaggiano in prima squadra”. “Sono tutti cresciuti con me: De Rossi, Totti, Florenzi”.

Tra i tanti sportivi che Infusi ha consciuto, anche Roberto Pruzzo, ex attaccante. Proprio Pruzzo ha sorpreso Infusi quando ha deciso di mettersi a correre le mezze-maratone. “Quando facevamo i percorsi lunghi in allenamento, Roberto, che è una grandissima persona, è stato un grandissimo calciatore ed è un grandissimo uomo, si nascondeva dietro gli alberi per riprendere il circuito successivo. Quando ha deciso di mettersi a correre, abbiamo fatto qualche allenamento insieme e abbiamo partecipato alla Roma-Ostia, terminandola. E per un bomber, che solitamente è più portato alla velocità, fare una mezza-maratona (21 km, ndr) è un gran bell’obiettivo”.

Ma come mai – chiede ancora RadioRadio – oggi, quando le squadre incappano in qualche sconfitta, si giustificano dicendo di “essere giù di allenamento”? “Una volta non avveniva – risponde Infusi – Le squadre europee, ad esempio il Bayern, corrono, corrono tanto. In Europa ci sono una preparazione e una cultura diverse. Le squadre che in Europa vanno per la maggiore hanno altre mentalità. Quando Ericsson venne alla Roma – racconta Infusi – si chiedeva come mai i calciatori arrivassero alla preparazione in sovrappresso, con 4-5 chili in più che poi dovevano smaltire. Lui veniva dalla Svezia, lì tutti fanno sport. Io allora gli spiegai che qui era diverso, il calciatore ha una mentalità tutta sua. È un fatto di cultura del lavoro”.

Ma da preparatore atletico, Infusi lo manderebbe Totti ai Mondiali? “Assolutamente sì – conclude – Lo merita per tanti motivi: è un grandissimo calciatore, un grandissimo uomo. Se fossi Prandelli lo porterei senz’altro ai Mondiali”.

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento