Caro Papa Francesco, ti invitiamo a compiere il tuo cammino a Kiev

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Quella Domenica pomeriggio del 15 Maggio 2020, in piena emergenza Covid, il solitario pellegrinaggio di Papa Francesco nella deserta Via del Corso a Roma per pregare la fine della Pandemia, aveva dato una nuova luce di speranza all’intero mondo cristiano.

Papa Francesco e l’appello del sindaco di Kiev

Le immagini di un Santo Padre assorto nella preghiera, come ultimo baluardo degli esseri umani, ci avevano donato una nuova forza per combattere la nuova guerra del Mondo globalizzato, il cui nemico invisibile appariva tanto invincibile quanto spietato con i più deboli.

Di quelle immagini si deve essere ricordato anche il Sindaco pugile di Kiev, dopo l’ennesima strage delle bombe russe, o meglio Putiniane.

Costretto in un ring sempre più ridotto, messo nell’angolo dalle morti di civili inermi, il primo cittadino della capitale ucraina ha invocato la presenza del Papa cattolico, dopo la frattura insanabile nella chiesa Ortodossa, in cui il fronte russo si è dichiarato solidale con il leader del Cremlino, investendolo dell’antico ruolo di Crociato di Dio ai danni di milioni di fedeli del medesimo Dio.

Papa Francesco non si recherà a Kiev

Purtroppo, almeno per il momento, Papa Francesco non si recherà nella Piazza Maidan per pregare affinchè la guerra abbia fine. Nessuna camminata per le strade di Kiev. Nessuna immagine da regalare a chi si difende dal virus del predominio. Nessun monito simbolico da proporre a chi vuole diffondere il virus dell’odio. Nessuna presenza che possa infondere ulteriore coraggio a chi resiste ed a chi insiste sulla difesa del diritto di essere un popolo.

A torto o a ragione, il Vaticano ha deciso di “fare politica”. Ha deciso di essere uno Stato e non un veicolo che debba diffondere i dettami del Vangelo.

La decisione ultima della Santa Sede di consacrare la Russia al cuore immacolato di Maria è l’unico atto che dovrà riavvicinare gli uomini a Dio attraverso la Fede e l’applicazione di una profezia così distante dal Mondo di internet, dei droni, dei missili mai “intelligenti”.

E’ singolare come ogni volta che la soglia di criticità degli equilibri planetari raggiunge livelli di ingestibilità, la Chiesa si affidi sempre al Terzo segreto di Fatima, reso pubblico nel lontanissimo anno 2000 da Giovanni Paolo II ( che di russi se ne intendeva ).

Il messaggio di Fatima

Per completezza riportiamo il testo del messaggio (fonte Wikipedia): “Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero.

Ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo, indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!

E vedemmo (“qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti”), in una luce immensa che è Dio, un vescovo vestito di bianco (“abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”), altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi, come se fosse di sughero con la corteccia.

Il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino.

Giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce, venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni.

Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli, ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.”

Come interpretare oggi questo messaggio?

Oggi potremmo così interpretare il messaggio della Madonna: “Chiederò la consacrazione della Russia al mio cuore immacolato e la comunione riparatrice. Accettando le mie richieste, la Russia si convertirà e avrà pace; altrimenti, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni.

Dunque, determinato il collegamento tra le parole della Madonna a Fatima, la Santa Madre Russia e la guerra in Ucraina, con ogni probabilità il prossimo 22 Marzo i due Stati belligeranti verranno consacrati alla Madonna con solenne cerimonia in quel di San Pietro, per scongiurare che la profezia legata al Terzo Segreto di Fatima possa avverarsi.

Papa Francesco, ti esortiamo al tuo cammino

Pur sperando che tale consacrazione tra le solide mura del Vaticano, sortisca l’effetto desiderato, con tutta l’umiltà e la devozione possibili, chiediamo al Santo Padre di ripercorrere l’originaria strada di Francesco, (ndr il Santo di riferimento di Papa Bergoglio).

Una strada che porta a stare lì, con coloro che soffrono, che muoiono ma che non si piegano. Un Francesco lontano dalle accoglienti mura del proprio castello. Se gli uccisi di Kharkiv, Chernihiv, Mariupol, Volnovakha e tante altre, sono ormai considerati dei martiri dell’umanità, la Chiesa deve stare loro vicino. Non con fiori, ma con opere di bene…e in presenza.

Caro Papa Francesco, pur sapendo che la profezia ci avverte che potresti essere ucciso, ti preghiamo, vai a compiere il tuo cammino in quelle strade martoriate.

Molti di noi, pur nella nostra inutilità di comuni mortali, siamo pronti a venire con te.