13 Aprile 2021

Pubblicato il

Atto unilaterale, fiaccolata dei dipendenti in piazza a Roma VIDEO

di Redazione

"Marino illuminati", recita lo striscione in apertura al corteo. Circa 5mila dipendenti in piazza, insieme a CGIL-CISL-UIL-CSA. Nel mirino, il nuovo contratto decentrato

Da piazza Bocca della Verità a piazza del Campidoglio, circa 5mila dipendenti pubblici hanno sfilato dietro a uno striscione ad aprire il corteo con la scritta: “Marino illuminati”.

Al centro delle proteste che hanno portato di nuovo i 4 sindacati in piazza – CGIL, CISL, UIL, CSA – con al seguito centinaia e centinaia di dipendenti, l’atto unilaterale voluto dall’amministrazione Marino, in merito alla riorganizzazione della macchina amministrativa capitolina. Era luglio, quando il vicesindaco Luigi Nieri abbandonava il tavolo delle trattative con i sindacati. Poi, dopo un aspro dibattito, il confronto si è riaperto, ma tra la parte amministrativa e quella sindacale, non è stato raggiunto alcun accordo. Dai sindacati, fanno sapere che l’amministrazione Marino non ha voluto recepire le controproposte all’atto unilaterale che, intanto, dal 1 dicembre entrerà in vigore.

Sindacati e dipendenti, quindi, hanno deciso di protestare con una fiaccolata, per “illuminare” l’operato di quest’amministrazione. E per chiedere di tornare al tavolo, per discutere, confrontarsi e giungere ad una decisione comune e condivisa, abbandonando il nuovo contratto decentrato frutto di una decisione univoca.

Mentre i sindacalisti in piazza – Di Cola (CGIL) e Cosentino (CISL) su tutti auspicano che questa fiaccolata “illumini il sindaco Marino” – sfilavano con i dipendenti, tra fiaccole, striscioni e fischietti, il vicesindaco Luigi Nieri faceva sapere: “L’1 dicembre entrerà in vigore il nuovo contratto decentrato ma ci sono ampi spazi per verificare con le rappresentanze dei lavoratori e con i dipendenti stessi le migliorie che possono essere apportate al lavoro fatto dall’amministrazione”. Pertanto, già mercoledì 16 Marino potrebbe convocare i sindacati in dipendenza.

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento