20 Luglio 2021

Pubblicato il

Aprilia, il pasticciaccio brutto di Casello 45

di Redazione

Aprilia in Prima Linea ha deciso di rompere il silenzio sul passaggio a livello, chiamando in causa il nuovo Prefetto di Latina

Il Movimento Aprilia in Prima Linea ha inviato alla Prefettura una richiesta di intervento per accelerare l’apertura di Via Vesuvio e non lasciare isolati i residenti di Casello 45. Il “pasticciaccio brutto” di Casello 45, come lo ha ribattezzato APL, è solo all’inizio. Da molto tempo si parla delle possibili conseguenze della chiusura del passaggio a livello. E ora, con l’inizio dei lavori, ne arrivano testimonianze dirette. Aprilia in Prima Linea ha deciso di rompere il silenzio sulla questione, chiamando in causa il nuovo Prefetto di Latina. Il movimento guidato da Sabrina Esposito Montefusco e da Emanuele Campilongo, infatti, ha indirizzato una richiesta alla Prefettura per accelerare i tempi dell’apertura di Via Vesuvio. Contrastando così l’incapacità di questa Amministrazione. “A nulla – sottolineano da APL – servono i puerili tentativi di scaricabarile e i rimpalli di responsabilità tra Enti. Ora oltre duemila cittadini sono costretti a vedersi ulteriormente allontanati il diritto alla sicurezza e alla salute. Per non parlare di quello al lavoro. Infatti sono oltre duecento i posti di lavoro a rischio per questa storia di ordinaria incapacità e burocrazia occhiuta.

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Cittadini tagliati fuori e in pratica prigionieri del loro quartiere, questa è la realtà. Con buona pace dei fiumi di parole sversati da chi governa questa città nel corso della passata campagna elettorale, a cui non sono seguiti fatti concreti se non scempi di questo genere. Ora chi ha bisogno di assistenza sanitaria e di soccorso da parte delle Forze dell’Ordine, deve accendere un cero ad un Santo. Nella speranza che quei fatidici sette chilometri in più di strada non siano fatali per le sue esigenze. Una situazione che acuisce ancora di più le difficoltà di chi già vive in uno stato di disagio, come anziani e persone affette da disabilità. Casello 45 nella testa di chi governa il territorio evidentemente è buona per ospitare finti profughi. Ma non per ricevere servizi pubblici efficienti oltre che lautamente pagati dalle tasse”.

 
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