Roma, pass Ztl da 1.000 euro anche per le auto elettriche: dal 1° luglio cambia tutto
Dal 1° luglio a Roma il pass Ztl per auto elettriche costa 1.000 euro. Esenzioni limitate, CNA: “5.500 artigiani penalizzati”
Dal 1° luglio 2026 entra in vigore una svolta che riguarda migliaia di persone che ogni giorno attraversano il cuore di Roma per lavorare: l’accesso in Ztl con auto esclusivamente elettriche non sarà più automaticamente gratuito. La Giunta capitolina ha approvato l’introduzione di un permesso annuale a pagamento, fissato a 1.000 euro, pari al 50% della tariffa prevista per i veicoli tradizionali. Il Campidoglio rivendica l’obiettivo di alleggerire il traffico nel Centro storico e nelle altre Ztl, ma l’annuncio ha già innescato proteste e richieste di modifiche, soprattutto dal mondo delle botteghe e dei servizi tecnici che tengono in piedi negozi e attività.
Ztl a pagamento per le elettriche: cosa cambia dal 1° luglio
La misura supera il regime di accesso gratuito finora valido per le auto elettriche e introduce un titolo oneroso annuale per entrare negli orari di attivazione delle Ztl: non solo Centro storico, ma anche le altre zone a traffico limitato della città, secondo quanto comunicato dai canali istituzionali dedicati alla mobilità. L’Amministrazione sottolinea che resta un “regime di favore” rispetto ai motori endotermici, perché l’elettrico paga la metà, ma il passaggio è netto: da incentivo generalizzato a beneficio selettivo.
Esenzioni confermate, ma il nodo è chi entra per lavoro ogni giorno
Nel dispositivo approvato, alcune categorie continuano a rientrare nella gratuità: residenti, artigiani con laboratorio in Ztl, e altre tipologie abilitate (come alcune categorie legate a servizi pubblici o di emergenza, oltre al car sharing), secondo quanto riportato nelle ricostruzioni e nelle comunicazioni pubbliche. Il punto, evidenziato subito dalle associazioni, è che l’elenco non intercetta una fascia decisiva: chi non ha sede legale nel Centro storico ma ci lavora stabilmente, spesso con interventi tecnici indispensabili e tempi stretti.
L’indotto “invisibile” dei negozi: 5.500 lavoratori a rischio stop o tassa
È qui che si concentra la contestazione. CNA Roma, con il segretario Giordano Rapaccioni, parla di oltre 5.500 artigiani e piccole imprese che operano in appalto o a chiamata per le attività del Centro: manutentori, impiantisti, edili, tecnici del freddo e del caldo, idraulici, elettricisti, specialisti di rete e wi-fi. Figure che entrano per riparazioni, verifiche, sostituzioni, sopralluoghi. Un lavoro fatto di accessi mirati, spesso brevi, che difficilmente assomigliano a un uso “privato” dell’auto. Per questa platea, dal 1° luglio, la scelta diventa binaria: pagare 1.000 euro l’anno oppure rinunciare a interventi che, nella pratica, servono ogni giorno a tenere aperte serrande e servizi.
“Chi ha investito nell’elettrico non deve essere penalizzato”: la posizione della CNA
La CNA riconosce l’esenzione per le imprese artigiane con sede nel centro storico, ma la definisce insufficiente. Rapaccioni chiede di distinguere in modo chiaro la mobilità privata dalle esigenze di lavoro, perché equiparare un mezzo operativo a un veicolo di uso personale, per chi entra solo per un intervento tecnico, rischia di produrre un effetto boomerang: rallentare la manutenzione ordinaria, aumentare i costi scaricati su negozi e clienti, ridurre la prontezza degli interventi su impianti e sicurezza. E, soprattutto, mandare un segnale contraddittorio proprio a chi ha già acquistato un mezzo elettrico contando su regole che, fino a oggi, premiavano quella scelta.
Il Campidoglio punta sul decongestionamento, ma serve una regola più “chirurgica”
Dal punto di vista del Comune la ratio è dichiarata: meno veicoli nel Centro, più vivibilità, un controllo più stringente degli accessi. Roma Mobilità inquadra la misura dentro una linea di riduzione dei flussi e di revisione complessiva di permessi e sosta. Ma proprio l’obiettivo di limitare gli ingressi rischia di essere indebolito se non si separano i comportamenti: un conto è l’accesso ripetuto per motivi personali, un altro è la chiamata urgente per un guasto in un negozio, un albergo o un laboratorio. L’effetto reale potrebbe essere paradossale: aziende costrette a riorganizzarsi con più mezzi, più giri e più tempi morti, pur di “far tornare” economicamente la tassa, oppure a riversare il costo su chi commissiona il lavoro.
La richiesta: un tavolo e un pass gratuito per i veicoli aziendali elettrici
La proposta della CNA è esplicita: aprire un tavolo con Roma Capitale per estendere l’esenzione a tutti i veicoli aziendali elettrici che accedono per ragioni lavorative, con criteri verificabili e controlli chiari. In alternativa, soluzioni tecniche “di buon senso” potrebbero passare da permessi temporanei legati all’intervento, pacchetti di ingressi, autorizzazioni per fasce orarie o sistemi digitali che registrano motivo e durata dell’accesso. L’obiettivo, per l’associazione, è coniugare alleggerimento del traffico e diritto al lavoro, evitando che il Centro storico diventi un luogo dove si entra solo pagando, anche quando si entra per far funzionare servizi essenziali.
