Roma, Belvedere Cederna: riapre la terrazza sui Fori e sul Colosseo
Un luogo rimasto chiuso per tanti anni a causa del cantiere della metro C, torna a respirare, con nuovi arredi e spazi verdi
Roma, Belvedere Cederna, vista Piazza Venezia
C’è un punto di Roma in cui basta fermarsi un minuto per capire perché questa città non finisce mai. È il Belvedere Antonio Cederna, la terrazza con camminamento affacciata sui Fori e sul Colosseo: un luogo rimasto chiuso per tanti anni a causa del cantiere della metro C e che oggi torna a respirare, con nuovi arredi e spazi verdi. La riapertura è avvenuta con il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessora Sabrina Alfonsi, insieme a chi quel nome, Cederna, lo porta anche in famiglia e in memoria.
La terrazza che mancava: cosa cambia per chi vive Roma ogni giorno
Chi passa spesso in zona lo sa: quando un varco resta chiuso per anni, la città si restringe. Il Belvedere Cederna non è solo un “bel posto”: è un passaggio, una sosta possibile, un affaccio che ti rimette in asse con l’antico senza chiederti il biglietto. Riaprirlo significa ridare ai romani e ai visitatori un momento di Roma a portata di passi, senza filtri. E farlo con verde e arredi nuovi vuol dire provare a trasformare un punto panoramico in un posto dove restare, non solo da fotografare.
Gualtieri: “Restituito a Roma un affaccio su uno dei luoghi più iconici”
Il sindaco Roberto Gualtieri ha messo in fila i motivi per cui questa riapertura conta: “restituisce un affaccio suggestivo su uno dei più affascinanti panorami di Roma, davanti al Colosseo, alla Basilica di Massenzio e ai Fori”. Parole che raccontano una scena precisa, quella che si apre quando alzi lo sguardo e capisci che l’antico non è distante: è lì, davanti.
Il sindaco ha parlato anche di una città “più bella, più vivibile e più inclusiva”, collegando la riqualificazione al tema dell’accesso: un luogo così non può restare un privilegio, deve restare pubblico.
Alfonsi e l’eredità di Cederna: verde e cultura come bene comune
Sabrina Alfonsi ha scelto un registro diretto, legando la riapertura al senso dell’intitolazione: “un luogo dedicato ad una figura di intellettuale e politico” che ha inciso sul modo di parlare di ambiente e cultura. Nelle sue parole, il verde non è decorazione: è diritto, e si lega al diritto alla cultura, alla qualità dell’aria, alla salute urbana. È anche un modo per dire che la città non si salva soltanto con grandi opere, ma con scelte quotidiane di cura, manutenzione, accessibilità.
Un tassello della Nuova Passeggiata Archeologica: il progetto Carme
Il Belvedere Cederna si inserisce nel percorso del Progetto Carme, la Nuova Passeggiata Archeologica che vuole abbracciare tutta l’area antica. Il progetto è in fase avanzata di lavorazione, sulla base della proposta del gruppo Labics, Orizzontale e Openfabric, vincitore del primo concorso internazionale di architettura dedicato a questo tema. Tradotto nella vita reale: più continuità pedonale, più connessioni, più punti in cui fermarsi a guardare Roma senza sentirsi in mezzo a un cantiere.
Un’inaugurazione con molte voci: famiglia, tutela, musica
Alla riapertura erano presenti Camilla, Giuseppe e Giulio Cederna, figli di Antonio Cederna. C’erano Simone Quilici, direttore del Parco Archeologico del Colosseo, e Claudio Parisi Presicce, sovrintendente di Roma Capitale. Presente anche Walter Tocci per il Progetto Carme e il giornalista Francesco Erbani, vincitore del premio Antonio Cederna. E poi la musica, con la violoncellista Valentina Verzola: un dettaglio che dice molto, perché in certi luoghi Roma non si inaugura soltanto, si ascolta.
Perché questa riapertura fa notizia, anche oltre la foto
Siamo abituati a misurare i cantieri con le date e con i metri. Qui la misura è diversa: è la restituzione di un gesto semplice, affacciarsi e camminare. È un pezzetto di città che torna praticabile e che riaccende un rapporto immediato con Colosseo, Fori, Basilica di Massenzio. Non è poco, per una Roma che spesso chiede pazienza. Oggi, almeno qui, la pazienza ha avuto un ritorno concreto.
