Auto “fantasma” in strada a Roma: scatta la legge che sblocca la rottamazione anche con fermo amministrativo
Mezzi che, quando non possono essere radiati e demoliti, finiscono a occupare spazio pubblico
Auto con Fermo amministrativo - rottamazione
A Roma capita ovunque: l’auto che non si muove da mesi, con gomme sgonfie e carrozzeria segnata, resta parcheggiata come se fosse parte dell’arredo urbano. Solo che non lo è. È un pezzo di città fermo, spesso per un fermo amministrativo, che per anni ha creato un vicolo cieco: non puoi circolare, ma spesso non puoi nemmeno liberartene davvero.
Oggi cambia qualcosa: dal 20 febbraio 2026 entra in vigore una legge che permette la rottamazione dei veicoli fuori uso anche se gravati da fermo, purché ci sia un’attestazione di inutilizzabilità.
I numeri del problema: 258mila veicoli bloccati, molti da anni
La fotografia fa impressione: oltre 258mila veicoli sottoposti a fermo amministrativo in provincia di Roma, circa 150mila fermi da oltre tre anni. In città e nell’hinterland il fenomeno è diventato enorme, con oltre 7mila auto che risulterebbero ferme da vent’anni. Mezzi che, quando non possono essere radiati e demoliti, finiscono a occupare spazio pubblico: anche sulle strisce blu della sosta tariffata, come “monumenti” di incuria.
Il vecchio paradosso: auto non utilizzabile, ma sempre presente
Il fermo amministrativo serve a bloccare un bene del debitore iscritto nei pubblici registri: finché non paghi, l’auto deve restare ferma. Ma cosa succede quando l’auto è di fatto inutilizzabile? Per anni, in molti casi, è successo questo: il mezzo restava lì, imprigionato nei registri, senza una via rapida per uscire dal sistema. Il risultato era visibile sotto casa: posti auto “mangiati” da carcasse, strade più strette, segnalazioni che rimbalzavano da un ufficio all’altro.
La novità: rottamazione sbloccata con attestazione di inutilizzabilità
La Legge 26 gennaio 2026, n. 14 mette nero su bianco un cambio di passo: con l’attestazione che certifica l’inutilizzabilità, il veicolo può essere demolito e cancellato, anche se sopra c’è il fermo. Attenzione però: il debito non sparisce. E non c’è scorciatoia sugli incentivi: chi rottama con questa procedura non può ottenere bonus rottamazione o simili. È una norma che punta a togliere dalle strade ciò che è già “morto” da tempo, senza trasformarla in un condono.
Come funziona, passo dopo passo: Polizia Locale, Comune, centro di raccolta
Le strade possibili sono più di una. La Polizia Locale può attestare l’inutilizzabilità del veicolo e procedere con la rottamazione: un’opzione che, nei casi più evidenti, può accelerare la liberazione del suolo pubblico. In alternativa, il cittadino può andare al centro di raccolta e chiedere al Comune l’attestazione, per poi demolire il mezzo. E quando l’auto è abbandonata e non si riesce a risalire all’intestatario? La Polizia Locale o l’ente competente per quella strada possono produrre l’attestazione necessaria per avviare l’iter di rimozione e demolizione.
Decoro, periferie e controlli: senza risorse la legge resta sulla carta
La promessa è chiara: liberare Roma dai “cimiteri” di auto ferme da anni. Ma c’è un nodo pratico che a Roma pesa sempre: le risorse. Servono più rimozioni, più accordi operativi, più capacità di gestire pratiche e demolizioni. Andrea Casu, relatore del provvedimento, ha chiesto che il Parlamento aumenti le risorse a disposizione dei Comuni per intensificare controlli e rottamazioni. E qui entra in scena anche la tecnologia, che in città sta già cambiando la pressione dei controlli.
“Cerbero” e l’effetto lente di ingrandimento: 25mila multe a settimana
Roma conosce già cosa significa incrociare strade e algoritmi. Il sistema di intelligenza artificiale “Cerbero”, utilizzato per rilevare infrazioni e verifiche di regolarità (bollo e coperture), ha portato a una media di 25mila sanzioni a settimana, circa 100mila al mese. Numeri che raccontano una città dove il controllo automatico può fare massa critica.
La domanda, adesso, è se lo stesso approccio potrà aiutare a intercettare prima e meglio i veicoli destinati a restare abbandonati, trasformando una pratica burocratica in un intervento visibile sotto casa.
