Aurelio, prete colpisce alla testa la sua ex con un lingotto per derubarla: patteggia 1 anno e 4 mesi
Roma, quartiere Aurelio: sacerdote aggredisce la ex e tenta di prendere i gioielli in cassaforte. Il figlio arriva, interviene la polizia
Sacerdote, pexels rdne
Una porta che si chiude, una cassaforte da aprire e un oggetto pesante usato come arma: il racconto giudiziario di quanto accaduto nel settembre 2021 ha un epicentro preciso, una casa di Roma e un quartiere dove tutto si muove in pochi minuti. Alla fine, dopo anni, la vicenda si è chiusa con un patteggiamento: un sacerdote di 63 anni ha concordato una pena di un anno e quattro mesi.
L’irruzione e la cassaforte: la ricostruzione dell’accusaSecondo quanto contestato, l’uomo avrebbe aggredito la donna con cui aveva avuto una relazione ormai conclusa. L’obiettivo non era “parlare” o chiarire, ma arrivare ai gioielli: strattonamenti e colpi alla testa, inferti con un lingotto d’argento, per costringerla ad aprire la cassaforte. Negli atti si descrive anche il momento in cui il contenuto viene riversato sul letto, con i monili raccolti e messi in una busta di plastica.Il cellulare strappato e il tentativo di fermare la richiesta d’aiutoC’è un dettaglio che rende la scena ancora più tesa: la donna riesce a chiamare il figlio, ma il sacerdote le strappa il telefono di mano e lo scaraventa a terra. Un gesto che, nella ricostruzione, si inserisce nel tentativo di impedirle di chiedere soccorso. Eppure quella chiamata, anche se interrotta, basta a far scattare l’allarme.“Arrivo subito”: la corsa del figlio e lo stop alla fugaIl figlio raggiunge l’abitazione prima che l’uomo riesca ad allontanarsi. È il momento che cambia l’esito dell’azione: il sacerdote viene bloccato e, con l’intervento delle forze dell’ordine, la tentata rapina non va a compimento. In pochi minuti, una vicenda privata diventa un caso penale con conseguenze nette.Le ferite e la prognosi: cosa dice il refertoLa 70enne viene portata in ospedale e dimessa con sette giorni di prognosi. Le contusioni riportate, secondo quanto risulta, riguardano avambraccio, volto, cuoio capelluto e collo. Elementi che rafforzano il quadro accusatorio insieme alla dinamica di costrizione finalizzata alla sottrazione dei gioielli.Dal XIII Distretto Aurelio al tribunale: perché il processo è andato avantiLa denuncia viene formalizzata al XIII Distretto di polizia Aurelio. Nel tempo, la donna avrebbe tentato di rimettere la querela, forse anche per evitare conseguenze ulteriori a carico del suo ex. Ma la procedibilità d’ufficio ha fatto proseguire l’azione penale: indagini, rinvio a giudizio e infine la scelta del patteggiamento.Patteggiamento e risarcimento: i 4mila euro destinati al Bambino GesùIl sacerdote ha patteggiato un anno e quattro mesi per tentata rapina e lesioni. Prima dell’accordo, ha risarcito la donna con quattromila euro. Lei ha scelto di devolvere la somma in beneficenza all’ospedale Bambino Gesù: un gesto che sposta quei soldi su un piano pubblico e solidale, senza cambiare il peso della ricostruzione emersa nel procedimento.
Il “dopo”: pentimento, ruolo pubblico e domande aperte
Nel frattempo, secondo quanto riportato, l’uomo è stato nominato cappellano di un ospedale vicino Padova e online pubblica contenuti religiosi. È qui che la storia esce dai verbali e torna in strada: come si controllano percorsi, responsabilità e incarichi quando il protagonista ha un ruolo che porta fiducia, ascolto e vicinanza? E, soprattutto, quale protezione effettiva resta per chi subisce violenza in casa, anche quando il passato era una relazione.
