San Lorenzo, altre due ragazze denunciano: “schiaffi in strada”. Il quartiere chiede una svolta sul caso del 22enne
Due 19enni denunciano nuove aggressioni: nel rione cresce l’allarme. Il 22enne è in Tso e la Procura valuta una misura con possibile Rems
Aggressore ripreso da un telefono a Roma San Lorenzo
San Lorenzo ha imparato a riconoscere la paura dai dettagli: una strada piena di studenti, il viavai dei locali, una bicicletta che passa, un bambino seduto dietro. Poi, all’improvviso, un pugno. È l’immagine che ha segnato il quartiere dopo l’aggressione alla donna di 44 anni colpita in via dei Dalmati mentre era con il figlio di 10 anni. Da quel giorno le segnalazioni si sono sommate, una dopo l’altra, fino alle ultime: due ragazze di 19 anni hanno denunciato di essere state schiaffeggiate il 17 e il 31 gennaio. I carabinieri hanno inserito anche questi racconti nella relazione inviata in Procura e ora San Lorenzo aspetta una decisione capace di chiudere la spirale di allarme.
Le nuove denunce delle 19enni: “presi a schiaffi”, date e luoghi finiscono nel dossier
Le due giovani parlano di episodi distinti, avvenuti a distanza di giorni: schiaffi, in strada, senza un motivo comprensibile. Denunce che non restano isolate, perché entrano nel dossier già costruito dai militari dell’Arma. Quel documento, inviato ai magistrati, ricostruisce precedenti e interventi e fotografa un dato che nel quartiere suona come una condanna: gli episodi attribuiti al 22enne aumentano e l’angoscia si allarga dai genitori alle studentesse, dalle lavoratrici a chi passa per caso.
Dal rione all’ospedale: Tso al Policlinico Umberto I e controlli in attesa della Procura
Il giovane risulta ricoverato in Psichiatria al Policlinico Umberto I, sottoposto a Tso. In questa fase, secondo quanto riportato, viene controllato a vista dai carabinieri: un presidio che rassicura solo in parte, perché non basta a sciogliere la domanda che rimbalza dai bar ai portoni: “E dopo?”. La Procura valuta una misura cautelare e prende corpo l’ipotesi di un trasferimento in Rems, una residenza destinata anche a garantire l’esecuzione delle misure di sicurezza in un contesto sanitario, evitando un ritorno immediato nel rione.
“È davvero lui?”: identità non confermata e il rebus di un profilo difficile da incasellare
C’è un elemento che rende questa storia ancora più complicata: l’identità del giovane, così come viene riportata, non risulterebbe ufficialmente confermata in modo definitivo. Anche la nazionalità, nelle ricostruzioni, viene indicata con prudenza. Un’incertezza che alimenta voci e confusione, mentre i residenti chiedono fatti, non ipotesi. Sullo sfondo resta la questione sanitaria, che incide sul piano giudiziario: la detenzione ordinaria e il trasferimento al Cpr, in passato, sarebbero stati ritenuti non compatibili con le sue condizioni psichiche.
La rabbia che monta e la tentazione delle ronde: il confine pericoloso dei social
San Lorenzo è un quartiere che vive di strada, piazze, incroci. E proprio la strada, oggi, è percepita da molte donne come un luogo meno libero. Dopo l’intervento chirurgico al volto subito dalla 44enne, la richiesta di protezione è diventata più netta: “Non può ricapitare”. Il problema è che, quando la risposta sembra lenta, qualcuno sceglie scorciatoie: sui social è comparso il tam tam di ronde e “gruppi di controllo”, annunci che spaventano perché spostano il tema dal diritto alla vendetta. Le istituzioni sanno che il rischio non è solo un nuovo episodio di violenza, ma anche una reazione scomposta capace di incendiare il clima del rione.
Che cosa può cambiare ora: Rems come barriera al ritorno in strada e come percorso di cura
Per molti residenti il punto non è “sparire” una persona, ma fermare un comportamento pericoloso e impedire che si ripeta. In quest’ottica, l’ipotesi Rems viene letta come un passaggio che può dare una risposta doppia: cura e contenimento, con regole chiare e tempi che non dipendono dall’umore del quartiere. È qui che si gioca la credibilità della risposta pubblica: far capire che esistono strumenti rapidi, legali e verificabili, capaci di proteggere chi vive San Lorenzo ogni giorno, senza lasciare spazio a improvvisazioni.
