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Cambia la burocrazia quotidiana: CIE “lunga”, tessera elettorale digitale e meno carta negli uffici

Carta d’identità quasi “a vita”, tessera elettorale sul telefono e stop ricevute POS: cosa cambia a Roma e Municipi con il decreto PNRR e Coesione

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Il decreto legato a PNRR e coesione, in arrivo sul tavolo del Consiglio dei ministri il 29 gennaio, porta con sé un messaggio che a Roma si capisce al volo: meno corse allo sportello, meno carte da inseguire, meno ansia da rinnovo. Non è una riforma epocale della macchina pubblica, ma un pacchetto che prova a rendere più leggera la burocrazia nei gesti piccoli: documenti, prestazioni agevolate, voto, pagamenti.

Carta d’identità elettronica “lunga”: un sollievo per anziani e Municipi

La novità più chiacchierata riguarda chi ha superato i 70 anni: la CIE rilasciata dopo l’entrata in vigore della legge di conversione avrà validità di 50 anni e varrà anche per l’espatrio.
Per Roma significa due cose insieme. La prima è pratica: meno rinnovi, meno appuntamenti da rincorrere, meno richieste concentrate in periodi “di piena” quando scadono documenti a grappoli. La seconda è sociale: per molti anziani la carta d’identità non è solo un tesserino, è autonomia. Ridurre il numero di passaggi obbligati può voler dire evitare spostamenti faticosi e attese che diventano una barriera.
Attenzione però ai dettagli: le carte già rilasciate agli over 70 restano utilizzabili oltre i dieci anni solo sul territorio nazionale e nei rapporti con la PA, e non consentono l’espatrio.
Nella vita vera, questo vuol dire che una persona potrebbe sentirsi “a posto” e scoprire invece che serve un rinnovo per viaggiare. Un’informazione che i Municipi dovranno spiegare bene, con comunicazioni chiare, perché il disguido rischia di materializzarsi nel momento peggiore: alla partenza.

Tessera elettorale digitale: meno smarrimenti, ma serve un sistema che regga al seggio

Quante volte, in città, la tessera elettorale sparisce proprio quando serve? O si riempiono gli spazi dei timbri e si riparte da capo, con una visita in Comune. Il decreto introduce la possibilità di una tessera elettorale in formato digitale basata sui dati ANPR.
Le regole operative arriveranno con decreti entro dodici mesi, con il passaggio obbligato dal Garante Privacy e dalla Conferenza Stato-città, e con l’ipotesi di confluenza nel Sistema IT-Wallet.
Per Roma questo è un banco di prova: l’innovazione deve funzionare nei giorni di voto, dentro scuole e seggi spesso allestiti in fretta, con connessioni non sempre impeccabili. La tecnologia serve, ma deve avere un “piano B” semplice, perché il voto non può inciampare su un problema tecnico.

ISEE preso dall’INPS: meno documenti da portare, più lavoro dietro le quinte

Il decreto consente a scuole, università, Comuni e altre amministrazioni di acquisire d’ufficio dall’INPS i dati ISEE necessari per le prestazioni agevolate, tramite PDND.
Per una famiglia romana può voler dire meno fotocopie e meno appuntamenti solo per consegnare ciò che lo Stato ha già. Per un’università o un ufficio municipale può voler dire, invece, procedure più complesse sul fronte privacy e sicurezza: chi accede, quando, con quali autorizzazioni, come si conserva la traccia. È il classico punto in cui la “semplicità” vista dall’esterno richiede un lavoro invisibile, e spesso sottovalutato, dentro gli uffici.

Ricevute POS: carta in meno nei negozi, prova digitale al centro

Altro pezzo che tocca la città reale: negozi, bar, farmacie, artigiani. Il decreto chiarisce che, ai fini degli obblighi di conservazione, possono valere i tracciati digitali dei pagamenti effettuati con strumenti elettronici.
In parole romane: meno scontrini da accumulare, meno scatoloni, meno carta che si rovina. Non è un “liberi tutti”, perché i controlli restano, ma si sposta il baricentro sulla prova digitale, che è già parte della quotidianità.

Dalla casa degli studenti ai treni: quando la semplificazione diventa servizi

Nel testo c’è anche una proroga che parla a una città universitaria come Roma: il Commissario straordinario per i posti letto universitari resta in carica fino al 31 dicembre 2029, con l’obiettivo di monitorare e spingere gli interventi PNRR sugli alloggi.
E poi c’è il capitolo trasporti: si avvia una procedura competitiva per i servizi Intercity e si istituisce AFI per garantire accesso al materiale rotabile e favorire concorrenza nei contratti di servizio pubblico.
Roma lo sa bene: la semplificazione non vale solo quando taglia un modulo, vale quando diventa un treno che arriva, una stanza in più per uno studente, un ufficio che risponde senza rimbalzare il cittadino.