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Preside sospesa dopo la morte di Paolo Mendico: al Pacinotti rabbia, paura e un sit-in degli studenti

Gli studenti della sede distaccata dell’istituto Pacinotti hanno annunciato un sit-in davanti alla scuola per mercoledì 28 gennaio

Paolo Mendico, suicidio Latina

Tre giorni di sospensione decisi dal ministro Giuseppe Valditara per la preside dell’Istituto Pacinotti di Fondi e di Santi Cosma e Damiano, Gina Antonetti. E poi altri provvedimenti disciplinari per due figure chiave della scuola: la vicepreside e la responsabile della sede distaccata frequentata da Paolo Mendico, il ragazzo che si tolse la vita a 14 anni lasciando pagine che parlano di bullismo e di un dolore che si è fatto silenzio. Nel Sud pontino, adesso, si vive con la sensazione che nulla torni davvero come prima.

Preside sospesa al Pacinotti: “Mi sento travolta”, la reazione di Gina Antonetti

Antonetti racconta di sentirsi “travolta da un muro di cattiverie e accuse” e di non riuscire a elaborare, con lucidità, il lutto e la sofferenza. Parole che hanno il tono di chi si trova all’improvviso sul banco degli imputati, in un’Italia dove la scuola viene invocata come rifugio e, nello stesso tempo, accusata quando qualcosa si spezza. La dirigente dice di essere stata colpita proprio nell’aspetto che ritiene più importante: l’ascolto degli studenti. Richiama progetti premiati, attività rivolte alla fragilità, sportelli dedicati anche ai genitori.

Il caso Paolo Mendico: i diari, il bullismo e le ferite che restano

La storia di Paolo non è un titolo da archiviare. È un racconto duro, scritto anche nei suoi quaderni e nei suoi diari, dove emergono episodi e frasi che lui viveva come umiliazioni, dentro un clima che lo faceva sentire solo. Quel materiale, diventato oggetto di attenzione mediatica e di ricostruzioni, ha acceso il tema più scomodo: che cosa vede davvero una scuola quando un adolescente sta crollando, e che cosa rischia di non vedere.

Le sanzioni del ministero: non solo la preside, coinvolte anche vice e responsabile di sede

Il provvedimento del ministero non si limita alla preside: riguarda anche la vicepreside e la responsabile della succursale di Santi Cosma e Damiano. È il segnale di un intervento che punta a individuare, almeno sul piano disciplinare, una catena di responsabilità. E proprio qui nasce la spaccatura: c’è chi legge queste misure come un atto dovuto per fare chiarezza, e chi le interpreta come un tentativo di “scaricare” su alcuni volti un problema più grande, che riguarda bullismo, cultura del rispetto, strumenti di prevenzione e rapporto scuola-famiglia.

Mercoledì 28 gennaio il sit-in degli studenti: “Non entriamo in classe”

Nel mezzo, ci sono loro: i ragazzi. Gli studenti della sede distaccata hanno annunciato un sit-in davanti alla scuola per mercoledì 28 gennaio. Non entreranno in classe: vogliono mostrare solidarietà all’istituto e ai docenti dopo le sospensioni. È una scelta che racconta una cosa semplice e spesso ignorata: gli adolescenti osservano tutto, sentono le crepe, e quando decidono di parlare lo fanno con i gesti più netti che conoscono.

Fondi e San Cosma e Damiano: il territorio chiede risposte, non etichette

In queste ore, nel territorio, si sommano sentimenti opposti: rabbia, paura, senso di ingiustizia, bisogno di capire. Da una parte la richiesta di verità e di tutele per chi subisce angherie; dall’altra la percezione, diffusa nel mondo scolastico, di essere esposto senza reti. Il punto non è scegliere una tifoseria. Il punto è pretendere fatti verificabili: come funzionavano le segnalazioni, quale ascolto era disponibile, come si interveniva davanti a episodi di bullismo, e cosa si può cambiare subito, senza slogan.