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Valentino morto a Roma: addio a 93 anni, l’ultimo saluto in Piazza Mignanelli e funerali in Piazza della Repubblica

Valentino è morto a Roma a 93 anni. Camera ardente 21-22 gennaio a PM23 in Piazza Mignanelli. Funerali 23 gennaio a Santa Maria degli Angeli

Valentino Garavani

Valentino Garavani

Roma, quando decide di ricordare davvero, lo fa nei luoghi. E stavolta i luoghi parlano chiaro: Piazza Mignanelli, il salotto a due passi da Trinità dei Monti, e Piazza della Repubblica, con la basilica che guarda il traffico e la storia insieme. Valentino Garavani è morto lunedì 19 gennaio 2026, nella sua casa romana, a 93 anni. Lo ha comunicato la Fondazione Valentino Garavani insieme a Giancarlo Giammetti, che gli è rimasto accanto fino all’ultimo.

Valentino morto a Roma: date e luoghi dell’omaggio

Chi vorrà salutarlo potrà farlo mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11 alle 18, nella camera ardente allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23. I funerali si terranno venerdì 23 gennaio alle 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica 8. Indicazioni nette, ufficiali, senza fronzoli: come piaceva a lui, che all’eccesso preferiva sempre la precisione.

Valentino e Roma: la città che gli somigliava

Roma non è stata solo una residenza: è stata una cornice. Valentino qui ha trovato quel mix di teatralità e misura che diventa stile. Le strade intorno a Piazza di Spagna, i palazzi importanti, le luci che cambiano colore durante il giorno: sembrano scenografie pensate apposta per uno che ha costruito una carriera sul dettaglio, sul drappeggio, sul colpo d’occhio che non urla ma resta impresso.

E non serve essere esperti di moda per capirlo. A Roma, Valentino è diventato un nome pronunciato anche da chi non ha mai seguito una sfilata. Perché lo stilista, quello vero, è un pezzo di città: entra nel linguaggio comune, finisce nei racconti, si infila nelle fotografie di eventi, prime, serate di gala, matrimoni importanti. Diventa un modo di dire: “elegante come Valentino”.

L’uomo oltre il marchio: ironia, disciplina, abitudini

In molti lo ricordano per l’eleganza naturale, la presenza impeccabile, l’ironia asciutta. La sua frase ricorrente, riportata in più ricostruzioni, è quasi un autoritratto: la passione era creare abiti, il resto lo divertiva meno. Una confessione che, detta da uno che ha attraversato mezzo secolo di passerelle e potere, suona anche come una lezione romana: la grandezza non ha bisogno di spiegarsi per forza, basta farla vedere.

La vita con Giammetti: un sodalizio che ha retto tutto

Accanto a lui, nella parte più luminosa e in quella più faticosa, c’è stato Giancarlo Giammetti. È un capitolo che i romani conoscono: due figure diverse, complementari, unite da un’intesa che ha costruito un impero creativo e organizzativo. L’annuncio della morte è arrivato proprio insieme, Fondazione e Giammetti, quasi a confermare che la loro storia, anche ora, resta scritta a due mani.

Gli ultimi anni: apparizioni rare, lavori speciali, il legame con lo spettacolo

Negli ultimi anni Valentino si era fatto vedere poco, con apparizioni misurate, ma bastava una sua presenza per cambiare l’aria di una sala. Le cronache internazionali ricordano che, pur dopo il ritiro, continuò a seguire progetti speciali e a restare un punto di riferimento per il teatro e la cultura pop. È la cosa più romana che ci sia: uscire di scena senza sparire davvero, restare nell’ombra giusta, quella che fa notizia solo quando serve.

Roma oggi: la città che si ferma un attimo, poi riparte con la memoria addosso

Nei prossimi giorni, il centro si riempirà di fiori, messaggi, sguardi. Ci sarà chi passerà in Piazza Mignanelli per un saluto rapido, quasi in punta di piedi. E ci sarà chi entrerà in basilica venerdì mattina per un addio più lungo. Roma è così: corre, rumoreggia, poi all’improvviso rallenta e ricorda. La morte di Valentino non è solo un lutto famoso. È un pezzo di Capitale che se ne va, lasciando dietro di sé un’idea precisa: l’eleganza come misura, non come ostentazione.